RECENSIONI LIBRARIE: un cittadino dell’Europa del Seicento

Per gli amanti della storia militare e politica dell’Europa imperiale del ’600 è sicuramente di grande interesse la lettura del volume dedicato a Raimondo Montecuccoli, celebre generale modenese al servizio del Sacro Romano Impero della Nazione Germanica incarnato dalla Casa d’Asburgo negli anni torbidi delle guerre ai Turchi invasori d’Europa e delle lotte intestine e religiose che condussero alla Guerra dei Trent’anni (Padre Berardo Rossi, Raimondo Montecuccoli – Un cittadino dell’Europa del Seicento, Edizioni Digi Graf, Pontecchio Marconi 2002).

Nato da nobile famiglia in rovina del Ducato di Modena nel 1609, Raimondo Montecuccoli passerà alla storia come il Feldmaresciallo Comandante dell’armata cristiana-imperiale che nel 1664, in Austria nei pressi di Graz sconfisse l’armata turca del sultano Maometto IV in marcia su Vienna, determinando il ritiro degli eserciti degli ottomani dai Balcani.

In verità, come sottolinea lo storico Raimondo Luraghi nell’introduzione all’opera di padre Rossi, si è sempre evidenziata la mancanza di una biografia organica del grande condottiero italiano, che fino al termine dell’Ancien Regime fu preso ad immagine ed esempio dai vertici della casta militare europea per le sue doti di fine stratega, storico, umanista. In Italia purtroppo non depose a favore del Feldmaresciallo Luogotenente Comandante Generale delle armate asburgico-imperiali (titolo acquisito dal Montecuccoli nel 1661 per grazia dell’imperatore Leopoldo I) il fatto di aver servito con convinzione alla Corte di Vienna, specialmente nell’Ottocento, quando il Risorgimento italiano individuò – con giudizio antistorico, come bene annota Luraghi – nell’Impero Austriaco il nemico stranero oppressore su cui far convergere i leit motiv demagogici di mobilitazione della borghesia e delle masse. Da ciò derivò l’eclissi degli studi sul Montecuccoli, il quale in verità si meritò fama ed onore per essere stato uno dei più autorevoli interpreti della vita intesa come missione militare al servizio della causa della fede cristiana.

Infatti il generale modenese è tra i più eroici condottieri delle armate imperiali nel corso della Guerra dei Trent’anni, cavalcando attraverso tutti i campi di battaglia dell’Europa centrale e rendendosi partecipe della difesa di Vienna dall’attacco degli eserciti degli Stati protestanti coalizzati con la Francia contro il Sacro Romano Impero.

Ancora: sarà nominato diplomatico personale dell’imperatore Ferdinando III nel 1653, con la missione importantissima di sostenere e condurre la regina Cristina di Svezia alla conversione al Cattolicesimo, ripudiando la religione protestante che aveva oramai conquistato tutto il nord Europa e la Scandinavia in particolare: Raimondo di Montecuccoli sarà uno dei cinque testimoni dell’evento dell’abdicazione della regina e della sua conversione a Bruxelles nel 1654. Tutto ciò viene narrato con tono divulgativo e apprezzabile nel libro di padre Rossi, presentando l’affresco di una società cosmopolita e multiculturale dove tuttavia l’elemento identificativo collante dell’Impero era la fede cattolica che permeava ogni manifestazione dell’agire umano.

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