RECENSIONI LIBRARIE: ripresa la pubblicazione dell’Opera Omnia del card. Siri

La Fondazione Kepha, a cui un Decreto del Presedente della Repubblica ha concesso di usare i simboli araldici del card. Giuseppe Siri (1906-1989), ha coraggiosamente ripreso, dopo molti anni di interruzione, la pubblicazione dell’Opera Omnia dello stesso Cardinale ed Arcivescovo di Genova.

Così, in una splendida veste editoriale e con l’importante premessa dell’attuale Ordinario Genovese il card. Angelo Bagnasco, sono appena state pubblicate tutte le Lettere Pastorali per la Quaresima del lungo e fecondo episcopato di Giuseppe Siri, curate dalla mano fine e dotta di mons. Antonio Livi (cfr. card. Giuseppe Siri, La perfezione cristiana. Lettere pastorali per la Quaresima, Giardini Editori, Pisa-Roma 2010, s.i.p. Si può richiedere al tel. 06.70493456).

La figura di Siri, a oltre 20 anni dalla morte, non cessa di interessare a vari livelli. Gli studiosi, specie in Italia, dedicano al prelato studi e monografie che col tempo crescono in numero e in qualità di documentazione storica. In tal senso si ricordi che Egli fu vescovo a soli 40 anni, presidente della CEI in anni difficilissimi (1959-1965) e protagonista indiscusso nei dibattiti conciliari. I fedeli, poi, sia quelli che lo hanno conosciuto sia gli altri, riscoprono a poco a poco la grandezza e la profondità spirituale e teologica di un vero “Uomo di Dio”, tutto compreso nella sua altissima missione di Custode della Fede e Successore degli Apostoli. Le opere di Siri d’altronde costituiscono una vera e propria biblioteca e il programma editoriale della Fondazione Kepha conta numerosissimi e densissimi volumi: opere teologiche, filosofiche, morali, ascetiche, e perfino sociologiche e politiche.

Questa raccolta di tutte le Lettere Pastorali Quaresimali del Vescovo, ricoprendo un periodo di 40 anni esatti (1947-1987), ci dà un panorama vivo e completo della personalità spirituale. Nella sua introduzione, mons. Antonio Livi, scrive che: «fondamentale ed essenziale nella Chiesa è soltanto la fedeltà al dogma e alla missione apostolica, ossia ciò che è propriamente “divino”; mentre [il resto] è secondario, contingente, accidentale, transitorio e soprattutto “meramente umano”. Non è fondamentale ed essenziale essere in sintonia con la cultura dominante o ricevere il consenso di coloro che ragionano in termini esclusivamente politici» (p. 25).

Riportiamo qualche frase, in conclusione, tratta dalla prima lettera del card. Siri ai fedeli per la Quaresima del 1947. Il tema è il Battesimo. Dopo averne ricordato brevemente il significato, il Vescovo parla col linguaggio degli Apostoli improntato al sì sì no no e dice: «Nessun peccato è rimesso agli uomini senza il Battesimo» (p. 35). «Il Battesimo, prosegue Siri, porta degli obblighi» (p. 36). Quali? Anzitutto l’ossequio a Dio «attraverso il Sacrificio della Messa, i Sacramenti, la preghiera ufficiale […]. Tutto deve essere instaurato in Cristo, sicché è proscritta ogni distinzione tra affari personali e pubblici, quasi i primi dovessero essere secondo il Vangelo ed i secondi potessero lasciarsi al loro incontrollato destino» (pp. 36-37).

Così non teme di incoraggiare i suoi diocesani all’impegno e alla coerenza. Scriv: «È necessario che tutte le vostre parole, tutte le vostre simpatie, tutte le vostre adesioni esprimano sempre apertamente e francamente, la vostra sudditanza a Cristo» (p. 38). E in parallelo, mettendo in guardia sia dalla cultura marxista che da quella laica-liberale, nota: «È necessario sappiate rifiutare qualunque adesione, partecipazione, compromesso a idee, associazioni, consorterie che nel programma o anche solo nel metodo, sono al di fuori della Fede o della morale» (p. 38).

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