Recensioni librarie: protagonisti della cultura cattolica

(di Cristiano Ottaviani) Mentre l’anno delle commemorazioni per il centocinquantesimo dell’unità politica della Nazione volge al termine, continuano ad uscire testi interessanti che sfatano luoghi comuni consolidati e offrono nuove chiavi di lettura in grado di farci comprendere il complesso fenomeno risorgimentale.
In piena crisi politica, economica, morale gli italiani riflettono sulla loro identità e, parafrasando la famosa frase di Massimo D’Azeglio, si interrogano sul rapporto tra la loro giovane storia nazionale, indissolubilmente legata ai fenomeni della modernità, e la loro antica e autentica natura di popolo cattolico. E’ ora la volta del cardinale gorgano Vincenzo Santucci (1796-1861), uno degli ultimi cardinali-diaconi (cioè non ordinati sacerdoti) di Santa Romana Chiesa.

La sua singolare parabola biografica é oggetto di un breve saggio collettaneo a cura di Omar Ebrahime (Pio IX e la Questione Romana. Atti del Convegno in onore del cardinal Vincenzo Santucci, Con un Invito alla lettura di S. E. Mons. Luigi Negri, Vescovo di San Marino-Montefeltro, II^ edizione ampliata, D’Ettoris Editori, Crotone 2011, pp. 179, Euro 12,90) che raccoglie i contributi di un Convegno tenuto il 12 agosto scorso a Gorga (Roma), località natìa del cardinal Santucci.

Appartenente a una famiglia benestante dalle antiche e gloriose radici cattoliche, Vincenzo Santucci, dopo gli studi di filosofia e teologia presso il Collegio Romano e un’esperienza presso la Sacra Congregazione degli Studi istituita da Papa Leone XII (1823-1829) con lo scopo di soprintendere alle scuole dello Stato Pontificio, si troverà ben presto a difendere da protagonista la Chiesa e la Fede dalle politiche anticattoliche presenti nel periodo risorgimentale.

Il gorgano – dal 1832 anche canonico della Basilica papale di San Giovanni in Laterano, ove oggi riposa – prestò servizio per Pio IX, in Segreteria di Stato, negli anni più drammatici del pontificato del futuro Papa Beato. Avrà quindi modo di seguire, spesso in prima persona, i ‘dossier’ politici e diplomatici più scottanti di quegli anni a partire dalla possibile soluzione alla cosiddetta “Questione Romana”, il ruolo cioè che il Papato – e Roma, come sua naturale sede storica – avrebbero dovuto svolgere nel nuovo Stato unitario allora guidato con spregiudicatezza dal conte di Cavour.

Le sue indubbie qualità intellettuali, la sua raffinata cultura, giuridica e diplomatica, e il suo attento modus operandi, peraltro spesso equivocati, portarono addirittura, per un certo periodo, a fare sì che alcuni osservatori internazionali gli pronosticassero seriamente, dopo Papa Mastai, l’ascesa al Soglio Pontificio. Santucci fu in prima linea anche nella definizione di alcune ‘perle’ spirituali straordinarie del Magistero di Pio IX, come il dogma mariano dell’Immacolata Concezione (1854) e proprio sotto la sua supervisione fu elaborato definitivamente il testo pontificio promulgato con la bolla Ineffabilis Deus.

Morì a Rocca di Papa, inaspettatamente, per un improvviso colpo apoplettico, a pochi mesi dalla proclamazione del neo-Stato unitario, il 19 agosto 1861. Tuttavia, in quegli anni tormentati, il cardinale gorgano non fu l’unico servitore fedele di papa Pio IX, l’appendice del libro ripropone infatti un prezioso inedito: le Osservazioni storiche sulla unità e nazionalità italiana dello storico pontificio contro-rivoluzionario Giuseppe Spada (1796-1867) che documentano con l’ausilio di testimonianze insospettabili le drammatiche tensioni che subì la Chiesa e la coscienza religiosa degli italiani durante il Risorgimento, fenomeno storico tanto complesso, quanto ancora poco studiato senza cadere nel pericoloso gioco delle ideologie. (C. O.)

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