RECENSIONI LIBRARIE: la battaglia di Gela del 1943

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“Uccidi gli italiani” è la parola d’ordine dei paracadutisti britannici durante l’operazione Husky che nella notte tra il 9 e il 10 luglio 1943, dà inizio all’assalto alla Fortezza Europa (Andrea Augello, Uccidi gli italiani. Gela 1943.


La battaglia dimenticata, Mursia, Milano 2009, pp. 208, € 15,00). Nel dopoguerra fu accreditata l’immagine di un’occupazione quasi pacifica della Sicilia, una marcia trionfale dei liberatori acclamati dalla popolazione. Le cose andarono diversamente, e queste pagine raccontano, ora per ora, la battaglia di Gela: l’accanita e determinata resistenza dei reparti italiani impegnati contro le forze da sbarco statunitensi, le incertezze e gli errori dei tedeschi, la violenza, spesso cieca e brutale, delle truppe del generale Patton. Un affresco non abbastanza conosciuto di quella lontana estate che determinò la crisi del fascismo e pose le premesse per l’armistizio dell’8 settembre.

La ricostruzione storica di Andrea Augello – Senatore della Repubblica, esperto di economia e finanza – è accurata e, come scrive Anna Finocchiaro nella postfazione, «dà identità, attraverso numerose testimonianze, a molti ignoti siciliani che parteciparono agli eventi». Esemplare saggio di microstoria, Uccidi gli italiani dimostra che la Sicilia non fu l’isola della fuga e del disonore.

Gela, battaglia politicamente scorretta, è stata da molti dimenticata o misconosciuta. Augello, senza inutili concessioni alla nostalgia e senza costruire un’ara in favore dei difensori, tira un calcio negli stinchi alla retorica del «soldato italiano cialtrone» e lo fa con il contributo dei testimoni di allora: i pochi rimasti, pochi ma tutti consapevoli di avere fatto il loro dovere.


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