RECENSIONI LIBRARIE: l’Europa, la Turchia e un olocausto

Nell’arco di pochi mesi l’editore Solfanelli ha lanciato sul mercato due opere utili per meglio comprendere e giudicare alcuni fatti di politica internazionale; si tratta di Sulla Turchia e l’Europa e L’olocausto armeno, vergati entrambi dal giornalista storico Alberto Rosselli.





Nell’arco di pochi mesi l’editore Solfanelli ha lanciato sul mercato due opere utili per meglio comprendere e giudicare alcuni fatti di politica internazionale; si tratta di Sulla Turchia e l’Europa e L’olocausto armeno, vergati entrambi dal giornalista storico Alberto Rosselli.

Anzitutto, il dibattito sull’ingresso della Turchia in Europa: Rosselli ha condensato in poche pagine numerose informazioni utili dalla caduta dell’Impero Ottomano ai giorni nostri, aggiungendo una attenta cronologia ed una ricca bibliografia. Quindi passa ad affrontare le due visioni che si scontrano nel Vecchio Continente: chi immagina una gigantesca area europeo-mediterranea, in cui far confluire anche il Nord Africa ed Israele, e chi invece ritiene fondamentale ancorare l’Europa alle proprie radici culturali e religiose.

Nell’analisi Rosselli, che si confronta con scritti di autori importanti come Introvigne e Cardini, non manca di osservare come peraltro vi siano stati dei passi di avvicinamento compiuti da Ankara verso l’Europa occidentale. Ma essi non bastano; rimangono ancora delle questioni irrisolte, posto che la Turchia voglia veramente entrare a far parte dell’Unione Europea: il riconoscimento del massacro degli armeni, la persecuzione contro i curdi, la vicenda cipriota.
Al primo di questi punti è dedicato il secondo pamphlet del giornalista genovese. Anche qui non manca un’attenta ricostruzione storica: del resto, la «persecuzione scatenata nel 1915 dai turchi nei confronti del popolo armeno (…) rappresenta forse il primo esempio dell’epoca contemporanea di sistematica e scientifica soppressione di una minoranza etnico-religiosa. Un piano di eliminazione che non scaturì soltanto dall’ideologia panturchista e panturanista del sedicente partito progressista dei Giovani Turchi, ma che trasse le sue origini dalle antiche e mai del tutto sopite contrapposizioni tra la maggioranza musulmana turca e curda e la minoranza cristiana armena» (p. 5).
A cavallo tra storia e attualità è delineata tutta la vicenda dell’Armenia contemporanea: ricostruzione utile non solo a far luce su quello che l’Onu ha dichiarato essere il primo genocidio del XX secolo, non solo a ricordarci la storia di un popolo poco conosciuto, non solo a sollevare dubbi sulla legittimità della richiesta di ingresso turco nell’UE, ma anche, e soprattutto, a ricordare i massacri dimenticati, quelli non ricordati dai programmi televisivi a scadenza annuale, quelli cui alcune istituzioni, anche nostrane, non vorrebbero concedere la dignità di esistere.  [Alberto Rosselli, Sulla Turchia e l’Europa, Chieti, Solfanelli, 2006; Alberto Rosselli, L’olocausto armeno, Chieti, Solfanelli, 2007]

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