RECENSIONI LIBRARIE: il nuovo libro sul Concilio di Gnocchi e Palmaro

Nel 2012 ricorrerà il 50° anniversario di apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II, ma non sarà un anniversario di gioia per la Chiesa, visto che di letizie e delizie il XXI Concilio ne ha portate ben poche, come Paolo VI aveva visto e detto nel 1972, a dieci anni dall’apertura dell’Assise: «Si credeva che dopo il Concilio sarebbe venuta una giornata di sole per la storia della Chiesa. È venuta invece una giornata di nuvole, di tempesta, di buio, di ricerca, di incertezza». Questa drammatica frase è stata stampata sulla quarta di copertina del significativo e illuminante libro di Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro, La Bella Addormetata. Perché dopo il Vaticano II la Chiesa è entrata in crisi. Perché si risveglierà (Vallecchi Editore).

Eppure molti padri conciliari avevano puntato illusoriamente, sull’onda dei briosi anni Sessanta, sulla gioia di una Chiesa “aperta”, moderna, dialogante con il mondo… Invece la Chiesa cattolica sta attraversando una delle crisi più gravi della sua esistenza: apostasia e scandali morali la intossicano. Chi è cattolico ne rimane profondamente turbato e addolorato e qualcuno cerca, con coraggio intellettuale, una spiegazione a tutto questo divenire.

Gli effetti hanno sempre una causa: Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro mostrano che alla radice del dramma c’è una crisi di Fede che si è manifestata in tutta la sua virulenza a partire proprio dal Concilio Vaticano II.
La crisi ecclesiale è da decenni che si manifesta, ma tutti tacevano e le poche voci coraggiose venivano subito silenziate, come esponenti di un mondo tradizionalista da perseguitare e demolire. Tuttavia la Verità è più forte della menzogna.

Gli autori lo dimostrano con questo loro compendio che sintetizza ciò che è accaduto negli ultimi tempi: gli studi di grandi personalità come il teologo di Santa Romana Chiesa, Monsignor Gherardini e del professor de Mattei, oltre che gli interventi e le pubblicazioni di intellettuali cattolici, sono stati determinanti per rompere, finalmente, la calotta ghiacciata, una calotta costituita dal “superdogma” del Concilio Vaticano II, così compatta e così dura che sembrava infrangibile.
A stupire, nello scenario intellettuale, non sono più soltanto coloro che seguono la cosiddetta Scuola di Bologna, dove si inneggia alla “benefica” rivoluzione maturata nella Chiesa grazie al Concilio Vaticano II, ma anche la «Balena Bianca ecclesiale votata a un conservatorismo invaghito del presente», interprete di una lettura neocentrista, secondo la quale le ragioni della crisi della Chiesa e, dunque, della Fede sarebbero sorte successivamente al Concilio a causa dell’interpretazione rivoluzionaria dei documenti.

Pertanto, la soluzione consisterebbe nel separare il Concilio dal postconcilio. Si tratta, in definitiva, di una posizione di compromesso. Il libro di Gnocchi e Palmaro offre anche un’interessante disamina sul potere che i media ebbero all’interno dell’Assise: furono loro, insieme ai teologi modernisti, tanto famosi all’epoca, ad influire su quei vescovi che non erano né progressisti, né fortemente legati alla Tradizione.

L’inganno ai danni della Chiesa, mosso dal grande impostore, il principe di questo mondo, è stato manovrato con grande maestria: si è venuta a creare una vetrina (la pastorale) attraente e intrigante: il mondo (media compresi) ha pensato che la Chiesa fosse “intelligente” ad aprirsi ad esso e la Chiesa, dal canto suo, ha pensato di essere lungimirante nello scrollarsi il passato e scollarsi dalla Tradizione per andare incontro ai “lontani”, anestetizzando, in tal modo se stessa: una catalessi dalla quale sarà risvegliata da chi o da coloro che realmente la difendono, la proteggono, la amano per ciò che è: non un mezzo per sentirsi, più che essere, all’“onor del mondo” e à la page, ma riconoscerla quale Sposa di Cristo. (Cristina Siccardi)

Donazione Corrispondenza romana