Quegli “scomodi” riferimenti a Dio dell’inno svizzero…

SvizzeraBisogna cambiare. E in fretta. L’annuncio è stato dato dalla SSUP-Società Svizzera di Pubblica Utilità, incaricata di riscrivere niente meno che l’inno nazionale. Per questo – come riferito dall’emittente on line DieuTV – ha promosso addirittura un concorso, cui han partecipato ben 200 aspiranti parolieri. D’ora in poi – ha ammonito – il punto di partenza sarà il «testo del Preambolo della Costituzione federale elvetica, in vigore dal 1999 e che evoca i valori della democrazia, della diversità, della libertà, della pace e della solidarietà». Col rischio che, a farla da padrone, sia il conformismo più bieco a colpi di pacifismo, solidarismo, liberismo, nonché dell’immancabile ed imperante ideologia gender. E’ il politicamente corretto, che vuol mandare in pensione, col 2015, l’antico «Salmo svizzero». Per lasciar spazio alla melassa laicista.

Ma perché, dopo tanto tempo, tutta questa fretta e quest’ansia di cambiamento? Perché il vecchio inno è stato improvvisamente ritenuto «difficile da ricordare, pesante nello stile e superato dalla realtà. La Svizzera non vi si rispecchia più». Almeno secondo le motivazioni ufficiali, riportate dall’agenzia Actu-Chretienne.Net. Intere generazioni lo hanno intonato senza problemi per quasi due secoli, eppure oggi sembra d’un colpo esser divenuto impronunciabile… Ma è proprio questo il vero obiettivo? Cosa dice di tanto arcaico l’attuale inno, composto da Alberich Zwyssig nel 1841? Leggiamo alcuni passi del testo: «Al cielo salgon più gioiosi gli accenti d’un cuore pio», «il cuore si sente più felice vicino a Dio», «l’anima in pace è più serena», «i nostri cuori sollecitano ancora il Dio potente/ Nella tempesta e nell’angoscia Egli è la nostra forza;/ offriamoGli i cuori pii/ Dio ci benedirà dai Cieli,/ Dio ci benedirà dall’alto dei Cieli/ Di grandi monti giunge il soccorso;/ Svizzera, io confido sempre in Dio». Ed ancora: «Sull’altare della Patria/ poni i tuoi beni, il tuo cuore, la tua vita!/ E’ il tesoro prezioso/ che Dio benedirà dai Cieli,/ che Dio benedirà dall’alto dei Cieli».Il sospetto è che, in realtà, il vero obiettivo degli “innovatori” sia quello, molto più sottile e machiavellico, di eliminare con un pretesto qualsiasi dall’inno nazionale ogni riferimento a Dio, di cui viceversa oggi si canta la gloria.

Né la Chiesa Cattolica, né le comunità protestanti si sono finora pronunciate formalmente in merito, ma i giovani dell’Udc elvetico sì. Ed, in un proprio comunicato, hanno affermato che «il Salmo Svizzero proclama la bellezza della nostra terra, ricorrendo ad un sano patriottismo e ricordando le radici cristiane della Confederazione». Per questo, hanno affermato a chiare lettere di voler respingere al mittente tutta questa foga revisionista, proponendosi anzi di «mantenere ed insegnare» l’inno di sempre. Che va benissimo così com’è…

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