Quando i collegi cattolici ‘aprono’ al controllo mentale…

CollegioCome annunciato sul web, il collegio cattolico San Viator di Madrid accoglierà due corsi di controllo mentale promossi dal «metodo Silva» e destinati a bambini dai 7 ai 12 anni ed agli adolescenti dai 13 ai 17 anni. Il che crea più di un problema. A lanciar l’allarme, è l’agenzia InfoCatolica, che spiega le ragioni di tanta inquietudine.

Tale metodo è stato fondato nel 1966 a Laredo, nel Texas, da José Silva e consiste in tecniche di autocontrollo e concentrazione, che porterebbero a dirigere le onde mentali verso la SovraCoscienza o dominio totale dei propri stati mentali.

Diversi esperti di area cattolica ritengono che si tratti di esercizi intrisi di New Age con elementi di spiritismo e meccanismi tali da indurre pian piano chi li pratichi verso il panteismo. L’accusa è quella di centrare la speranza di salvezza non in Dio, bensì nei poteri mentali dell’uomo. Secondo Padre Manuel Guerra, membro del Ries, Rete Iberoamericana di Studio delle Sette, tale tecnica aspirerebbe «al pieno sviluppo delle forze occulte della mente umana per conseguire la conversione degli uomini “in essere umani superiori”, una sorta di superuomini, mediante l’uso di frequenze cerebrali Alfa». Lui ritiene che i presupposti antropologici e teologici contenuti in questa dottrina, consentano di «classificarla tra le sette, almeno nelle sue fasi finali e per molti dei suoi iniziati».

Di recente l’organizzazione «Silva», in Messico, sta raccogliendo consensi scritti di sacerdoti e suore per promuovere sempre più i propri metodi in area cattolica, che pare presentarsi come un mercato alquanto promettente. Benché però molti loro docenti ricorrano ad una terminologia spiccatamente «cristiana», assicurando benefici per la vita spirituale, il programma si rivelerebbe, sempre secondo il Ries, sostanzialmente incompatibile con la fede cattolica, anzi «distruttivo», come afferma Padre Guerra.

L’avvocato cattolico statunitense Randy England, nel suo libro The unicorn in the sanctuary, ha spiegato come alla base del sistema stia il conseguimento di uno stato alterato di coscienza, ne spiega lo sviluppo ed i «pericoli spirituali», tra cui «uno stato di meditazione proprio delle religioni orientali, quello relativo alle tecniche di visualizzazione pagane», ritenute «fonte di potere».

Che non si tratti di lezioni di catechismo, è evidente. E forse v’è da chiedersi se, in questi tempi di secolarizzazione spinta, non sia auspicabile per un collegio cattolico ritenere in assoluto prioritari i percorsi tradizionali per l’insegnamento della dottrina cattolica, secondo i metodi, già rivelatisi efficaci, proposti dai Santi, anziché avventurarsi in campi sperimentali e su terreni sicuramente non propri (fonte: Corrispondenza Romana).

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