Pyongyang continua la sfida e lancia due missili a corta gittata

Il regime comunista si prepara in caso di “attacco preventivo” da parte degli Stati Uniti. La comunità internazionale condanna l’esperimento nucleare e ipotizza nuove sanzioni contro il Nord. Pyongyang rilancia la corsa all’arsenale nucleare, un quarto della popolazione è ridotta alla fame.

Seoul (AsiaNews/Agenzie) – Pyongyang ha sperimentato due nuovi missili a corta gittata nel mar Giallo. Lo riferisce l’agenzia sud-coreana Yonhap, sottolineando che il test nucleare di ieri è solo “il primo di una serie” in programma per il regime comunista del Nord. La comunità internazionale lancia l’allarme: Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud fanno fronte comune contro la Corea del Nord; il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha condannato gli esperimenti di ieri e potrebbe inasprire le sanzioni contro Pyongyang.
“La Corea del Nord – riferisce la Yonhap citando una fonte ufficiale sud-coreana – ha dichiarato una zona off-limits per le navi mercantili nel mar Giallo, al largo delle coste della contea di Jungsan, nella provincia di South Pyongan”, circa 40 km a ovest di Pyongyang. La fonte aggiunge che “oggi sono stati lanciati due missili a corta gittata al largo della costa orientale”.
Ieri mattina il regime comunista del Nord ha effettuato un esperimento nucleare nel sottosuolo, di potenza pari alla bomba atomica (circa 20 kiloton) lanciata dagli Stati Uniti contro Nagasaki e Hiroshima nella Seconda guerra mondiale. Qualche ora più tardi ha testato un missile a corta gittata, nella costa orientale del Paese. Pyongyang dice di prepararsi in caso di “attacco preventivo” da parte degli Stati Uniti. “Il nostro esercito e il nostro popolo – si legge in una nota diffusa dall’agenzia di Stato – sono pronti per la battaglia… contro qualsiasi sconsiderato tentativo degli Stati Uniti di attacco preventivo”.
Nella tarda serata di ieri il presidente Usa Barack Obama si è intrattenuto a lungo al telefono con l’omologo sud-coreano Lee Myung-bag e il premier giapponese Taro Aso per “coordinare” una reazione contro i test nucleari nord-coreani. Susan Rice, ambasciatore Usa alle Nazioni Unite, invoca “misure più forti” verso il Nord; gli Stati Uniti potrebbero reinserire la Corea del Nord nella lista nera degli Stati “canaglia”. L’ipotesi di nuove sanzioni contro Pyongyang si scontra però con la posizione della Cina, che non vede di buon occhio il pugno di ferro contro il la Corea del Nord, del quale è il principale partner economico e commerciale.
Analisti internazionali ricordano che il regime comunista nell’ultima decade ha attraversato lunghi periodi di carestia e ancora oggi un quarto della popolazione necessita di aiuti per sopravvivere. Per distogliere l’attenzione dal problema cibo, Pyongyang avrebbe interrotto ogni rapporto con il Sud stralciando i contratti di collaborazione sottoscritti in passato, promosso nuovi test missilistici e lanciato una campagna nazionalista in risposta alle pressioni della comunità internazionale.

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