Proselitismo: il regime comunista arresta 2 cristiani in Laos

Print Friendly, PDF & Email

LaosNon solo islam, c’è anche il comunismo tra le cause delle permanenti persecuzioni scatenate contro i cristiani nel mondo. Comunismo, che purtroppo non è “prerogativa” solo della Cina o della Corea del Nord o di Cuba: anche in Laos impazza. Ed anche qui perde il pelo, ma non il vizio. Dall’ascesa al potere nel 1975, il regime, dopo aver espulso tutti i missionari stranieri, ha iniziato a tenere sotto stretto controllo la minoranza cristiana, peraltro pari al 2% della popolazione, di cui solo lo 0,7 cattolico. Eppure quella minoranza, per i vertici del Paese, sembra proprio costituire un grosso problema. Gli arresti coi più bizzarri pretesti ormai non si contano ed è ufficialmente vietato pregare per chiedere a Dio guarigioni o miracoli. Chi l’ha fatto, assecondando magari il desiderio degli stessi malati, è stato severamente punito.

Non stupisce quindi che la Polizia nella provincia di Khammouane, zona orientale del Laos, abbia proceduto a due arresti con l’accusa di presunto «proselitismo»: gli agenti han fatto irruzione in un’abitazione nel villaggio di Nong-hang, dove han trovato la famiglia in preghiera prima del pranzo, assieme a due leader cristiani della zona, Bountheung Phetsomphone, 43 anni, di Nongpong, e di Neuy, 40 anni, di Khounkham, entrambi residenti in comunità limitrofe, sposati e padri di 3 figli ciascuno. Ai polsi di questi ultimi sono subito scattate le manette, come denunciato dall’Ong HRWLRF-Human Rights Watch for Lao Religious Freedom, subito ripresa da diverse agenzie. Tale organizzazione ha esortato il governo del Laos a «rispettare il diritto del suo popolo alla libertà religiosa, diritto peraltro garantita dalla Costituzione» ed a por termine agli abusi di potere, cui purtroppo la Polizia del distretto non è nuova. Qui infatti l’intera regione, almeno dal 2008, viene costantemente monitorata, specie a seguito dell’incremento registrato nel numero di conversioni al Cristianesimo: nel 2012 furono circa 300, per il solo fatto d’aver ascoltato l’esperienza e la testimonianza di Phetsomphone. Il quale è prevedibilmente finito subito nel mirino. Ed il fatto che nei giorni scorsi si fosse recato in visita con Neuy presso alcune famiglie cristiane di Nong-hang, non è parso vero agli agenti, avendo offerto loro un nuovo, ottimo pretesto per procedere nei loro confronti.

I due imputati si trovano attualmente nel penitenziario di Khounkham. Già in passato erano stati incarcerati e poi rilasciati per gli stessi motivi. Ed anche ora hanno protestato, ribadendo i propri diritti e giudicando l’operazione condotta nei loro confronti «del tutto illegale e contraria alla Costituzione», nonché alla Convenzione internazionale sui diritti civili e politici, che pure il Laos ha ratificato. Ma evidentemente, in proposito il comunismo ha la memoria corta…


Sostieni Corrispondenza romana

Seleziona il metodo di pagamento
Informazioni Personali

Informazioni Carta di Credito
Questo è un pagamento sicuro SSL crittografato.

Totale Donazione: €100.00

Donazione Corrispondenza romana