Proposta shock: ”sharia in Germania”

(E. Piergianni su Libero, 5-02-2012) Sharia in Germania? «Si può fare». Per Jochen Hartloff, responsabile dell’amministrazione della giustizia nella Renania-Palatinato, la legge islamica può diventare parte dell’ordinamento giuridico tedesco «come la Sacra Rota e i tribunali sportivi». Ma il ministro bavarese Merk frena: «Neanche per sogno. Integrazione vuol dire accettare i nostri codici».
La Germania come “cavallo di Troia” per l’ingresso della Sharia in Europa? Da ieri l’interrogativo è tutt’altro che una fantasia: scaturisce dalle clamorose dichiarazioni di un ministro tedesco in carica, Jochen Hartloff, responsabile dell’amministrazione della Giustizia nella Renania-Palatinato, una delle regioni tedesche più conservatrici, pur essendo governata unicamente dal partito socialdemocratico (Spd).
È vero che il capo dello Stato, l’eccentrico Christian Wulff, prima ancora che per le sue peripezie con il prestito di favore per l’acquisto della casa, si era fatto notare con l’affermazione che «l’Islam è parte della Germania». Però nessun politico finora aveva osato immaginare di introdurre la severa legge islamica nel liberale ordinamento giuridico tedesco.
Il ministro Hartloff lo ha fatto e in un batter d’occhio, a 56 anni, è diventato l’avanguardista del dialogo con i seguaci del Corano. Intervistato dal tabloid berlinese Berliner Zeitung, il custode dei codici ha lanciato l’idea di «conciliazioni extragiudiziali» regolabili in base ai principi della sharia in cause civili originate da questioni economiche. Bontà sua, il ministro Hartloff non oltrepassa i confini del codice civile. Per giudicare e sanzionare i reati penali, la legge tedesca non deve temere invasioni, almeno per ora. La platea potenziale delle suggestioni del geniale ministro sono i tre milioni di musulmani, in maggioranza turchi, che vivono in Germania.
Nelle cronache giudiziarie sono frequenti i delitti di sangue nelle famiglie di immigrati per il mancato rispetto della sharia da parte delle donne. Circa 250 mila musulmani hanno ottenuto la cittadinanza tedesca, pur restando fedeli al Corano. Hanno un peso politico crescente. Nel Bundestag siedono una quindicina di deputati di origine musulmana. Il presidente del partito dei verdi, il rampante Cem Ozdemir, è figlio di immigrati turchi.
«Anche la Chiesa e lo sport hanno una propria giurisdizione con tribunali autonomi», ha sottolineato Hartloff. La sharia, tanto per cominciare, potrebbe quindi essere equiparata al diritto canonico e alla Sacra Rota, oppure, per gli amanti del pallone, al giudice sportivo che appioppa multe e squalifiche.
«Naturalmente non tollereremo l’età della pietra», ha messo le mani avanti il ministro evidentemente turbato dal pericolo che la lapidazione delle adultere e la frusta possano trovare accesso nei codici tedeschi. In qualche raro caso, la sharia ha già trovato applicazione in Germania per cause patrimoniali tra musulmani.

Ha già fatto sensazione il riconoscimento da parte di un tribunale tedesco di un matrimonio per procura in Tunisia con una stretta di mano tra i due rappresentanti degli sposi. Il ministro bavarese della giustizia, Beate Merk, taglia corto: «la sharia? Neanche per sogno. Integrazione vuol dire accettare i nostri codici».

E. Piergianni, Libero, 5 febbraio 2012
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