Profanata cappellina, distrutte statue della Madonna e del Bambino

Sacrilego il gesto compiuto nella notte tra Venerdì e Sabato Santo presso la cappella votiva ricavata in una grotta di Monte Leone, a Carbonia: qui ignoti, dopo aver forzato il cancello, hanno letteralmente strappato la statua della Madonna dal suo basamento di cemento e l’hanno gettata a terra capovolta. Poi han decapitato la statua di Gesù Bambino (nell’immagine, pubblicata da L’Unione Sarda), l’hanno tolta dalla grotta del Buon Pastore ed abbandonata sotto la grande croce col capo poggiato sul torace, «in perfetto stile Isis», ha commentato l’agenzia ImolaOggi.

Le indagini, per risalire agli autori, sono già state avviate dai Carabinieri. Comprensibile lo sgomento ed il dolore, che, di fronte a tale profanazione, ha colto i fedeli del locale gruppo di preghiera, che ogni settimana – al mercoledì ed al sabato – qui si riunisce. E’ stato proprio uno di loro, Gianfranco Marras, a compiere l’amara scoperta.

«Mi auguro che presto siano individuati i responsabili dell’atto di vandalismo nei confronti della statua – ha commentato su L’Unione Sarda il segretario dell’Upc, Unione popolare cristiana, Antonio Satta – Chi offende il sentimento religioso offende tutti noi e dileggia le tradizioni della Sardegna. Quanto avvenuto è ancor più grave, se si considerano le tribolazioni che tanti Cristiani stanno subendo in tante parti del mondo».

Già definire «vandalismo» l’accaduto è una concessione sin eccessiva verso chi si sia macchiato di un atto, in realtà, blasfemo. ImolaOggi lo definisce più propriamente «un vero e proprio sfregio alla religione cristiana».

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