POLITICA: socialisti portoghesi sprofondano alle elezioni europee

Quasi tutti i sondaggi, prima delle elezioni europee di domenica 7 giugno, prevedevano che i socialisti portoghesi sarebbero restati in paradiso. Nel frattempo in Portogallo vi è stata una vera e propria discesa agli inferi dei socialisti, ampiamente sconfitti dai risultati delle urne.

Con appena il 27% dei voti e con 7 deputati, i socialisti sono rimasti molto al di sotto del 45% e dei 12 deputati delle elezioni del 2004. Ma nella notte elettorale di domenica vi è stato un altro sconfitto: i sondaggi di opinione, che prevedevano una buona vittoria per i socialisti. Sono molte le voci circolate contro la metodologia usata da questi sondaggi, accusati di manipolazione e di tentare di influenzare gli elettori. Il Partito Social Democratico (che fa parte del PPE all’emiciclo di Strasburgo) è stato il più votato, ottenendo quasi il 32% dei voti. Malgrado in queste elezioni si sia presentato coalizzato con i cristiano-democratici non ha raggiunto il 34,5% del 2004.

Benché abbia ottenuto il voto dei cattolici, soprattutto delle aree rurali del Paese, il suo capo lista, Paulo Rangel, professore presso l’Università Cattolica di Porto, si definisce un «cattolico» progressista e un «radicale attivista contrario alle posizioni della Chiesa Cattolica su questioni come l’ordinazione delle donne, il matrimonio dei sacerdoti, gli anticoncezionali, il divorzio e la questione degli omosessuali. Afferma di accettare a mala pena il punto di vista della Chiesa sull’aborto e l’eutanasia» (“I”, 19 maggio 2009). Le posizioni del deputato social-democratico non fanno ben sperare quando le questioni culturali e di civilizzazione saranno discusse, una volta che il Trattato di Lisbona aprirà le porte alla legalizzazione di comportamenti contrari alle radici cristiane dell’Europa.

Il partito degli astensionisti ha aumentato lo score, con il 63%, sopra la media europea (55%). Nonostante tutto, nello scrutinio generale, la sinistra ha ottenuto più voti e seggi per la sesta legislatura del Parlamento Europeo, sfiorando il 50%. Bisogna sottolineare la crescita del Partito Comunista Portoghese e dell’estrema sinistra, i primi rappresentanti di quel che resta del marxismo-leninismo in Europa. Ciò che si può dedurre dalle elezioni, quindi, è che il Portogallo manderà a Strasburgo il gruppo parlamentare più a sinistra dei 27 Paesi dell’UE. Inoltre, nonostante la vittoria del cosiddetto centro-destra alle elezioni, ha meno seggi in Parlamento (288 deputati nel 2004; 263 deputati nel 2009). La grande perdita è stata dei socialisti, puniti dall’elettorato. Vi è un vincitore, il Partito Popolare Europeo, ma soprattutto un vinto, il Partito Socialista Europeo.

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