Politica italiana: le nuove oligarchie al potere

(di Danilo Quinto) Mille reparti ospedalieri a rischio, con 80mila posti letto tagliati. Tutte le sigle sindacali dei lavoratori della funzione pubblica – dove il decreto sullo spending review prevede un taglio degli uffici dirigenziali di almeno il 20% e delle risorse destinate al personale non dirigenziale di almeno il 10% ‒ annunciano lo sciopero generale. L’avvocatura risponde con dichiarazioni durissime al Ministro Severino, che parla di «rivoluzione epocale» per l’abbattimento di 37 tribunali (su 166), 38 procure (su 166) e tutte e 220 le sezioni distaccate.

Si riducono drasticamente le risorse per gli Enti di ricerca e si creano fantomatiche Aree metropolitane, riducendo le province, per le quali lo stato sopporta un costo per gli amministratori (dati Siope) pari a 113 milioni di euro, mentre il costo della politica (dati Bilancio preventivo dello Stato 2011) è pari a 6 miliardi e 500 milioni di euro. Nessuna misura, invece, viene presa rispetto agli oltre 7mila enti strumentali ‒ consorzi, aziende, società ‒ che occupano circa 24mila persone nei consigli di amministrazione, che surrettiziamente esercitano funzioni proprie di Province e Comuni.

Dopo mesi di dibattito sterile sulla crescita e lo sviluppo, questo Governo raggiunge così l’unico obiettivo che aveva: evitare l’aumento dell’IVA già previsto per ottobre ‒ un aumento solo rinviato, allo stato delle cose, a giugno 2013 – e incassa la posizione contraria e univoca della Confindustria e della CGIL, che parlano di «macelleria sociale». In questo contesto, una questione è da rimarcare. Attiene all’ipocrisia e all’inettitudine della maggioranza parlamentare che sostiene l’esecutivo. La “triplice” formata da Alfano, Bersani e Casini ‒ con quest’ultimo, in particolare, che svolge il ruolo di ascaro ‒ sostiene tutte le iniziative del Governo, limitandosi a svolgere qualche lieve e sterile distinguo.

Il “lavoro sporco” – in questo caso, quello dei tagli lineari, che colpiscono a casaccio e senza criterio – viene affidato ad altri, nell’attesa di poter riprendere in mano la situazione con le nuove elezioni. In altri termini: l’escamotage del Governo “tecnico” serve solo per prendere decisioni che tutti avrebbero potuto perseguire, tanto sono semplici. Occorreva, però, che una parte “neutra” rispetto agli assetti partitici, se ne assumesse la responsabilità.

Una scelta moralmente inaccettabile, che dimostra una volta di più come l’aspetto più inquietante della crisi che attraversiamo sia etico più che economico. Un’altra prova di quello che sta accadendo? Era necessario attendere la pausa “tecnica” della politica per approvare la legge anti-corruzione o sarebbe stato sufficiente leggere le relazioni che per anni hanno tenuto i Presidenti della Corte dei Conti? Lo scorso 14 settembre, il Presidente Giampaolino quantificava in 70 miliardi il costo del fenomeno-corruzione per il paese. Una cifra che vale più di tre volte i 22 miliardi dello spending review.

Quando muore la politica, non muore solo per un momento. Muore per sempre. E siccome i miracoli li fa solo Gesù Cristo, è arbitrario ritenere che gli stessi che hanno condotto il Paese nel baratro attuale, d’un tratto rinsaviscano e siano in grado tra un anno di emendare se stessi e di governare. Tanto più che Presidente del Consiglio e Ministri autorevoli del suo Governo – soprattutto quelli “benedetti” dal seminario di Todi e dal “Corriere della Sera”– è assai improbabile che lascino il campo ad altri. L’operazione in atto è di una chiarezza accecante e passa sia per le elezioni politiche sia per quelle presidenziali del prossimo anno.

In vista di questa prospettiva, il “terreno” viene arato con sapienza e metodo, in attesa che le oligarchie che si stanno ora formando – che perseguono un “nuovo ordine”, europeo e mondiale, come proclama il “filantropo” Soros ‒ conquistino definitivamente e per lungo tempo il potere. (Danilo Quinto)

Donazione Corrispondenza romana
  • Elezioni 2018: vincitori e vinti
    (di Lupo Glori) Boom della “Lega” e del “Movimento 5 Stelle” (M5s), contenuta crescita di “Fratelli di Italia”, forte calo di “Forza Italia” e storico tracollo del “Partito Democratico”. Il ciclone “Burian”, dopo essersi abbattuto sulle strade del nostro paese … Continua a leggere
  • Condannato Danilo Quinto, promossa Emma Bonino?
    (di Emmanuele Barbieri) Il 22 febbraio, se non ci saranno ulteriori rinvii, Danilo Quinto, sarà processato per diffamazione a mezzo stampa. Quinto, ex tesoriere del Partito Radicale, è autore di un libro dal titolo Da servo di Pannella a figlio … Continua a leggere
  • Il ritorno in patria dei Re d’Italia
    «Riportiamo in patria i Re d’Italia» titolava Corrispondenza Romana il 22 luglio 2015 (https://www.corrispondenzaromana.it/riportiamo-in-patria-gli-ultimi-re-ditalia/). Infatti, dopo l’attentato al Consolato italiano in Egitto, Maria Gabriella di Savoia, da sempre fedele custode della memoria del suo Casato (nel 1986 creò la Fondazione … Continua a leggere
  • Ius soli o Ius sanguinis?
    (di Lupo Glori) Ius soli o Ius sanguinis? Questa l’accesa, e a tratti violenta, diatriba politica che negli ultimi giorni ha infiammato il dibattito pubblico, dopo l’approdo al Senato del disegno di legge, approvato alla Camera alla fine del 2015 … Continua a leggere
  • Appello di Famiglia Domani contro il Ministro Fedeli
    (di Lupo Glori) A soli cinque giorni di distanza dalle dimissioni di Matteo Renzi, il 12 dicembre 2016 è nato il nuovo governo a guida dell’ex ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, con il quale il premier battuto e ferito consuma … Continua a leggere
  • La disfatta di un premier sedicente cattolico
    (di Mauro Faverzani) Le parole hanno un senso. E quelle del commiato di Renzi ne hanno uno chiarissimo: «Lasciamo la guida del Paese con un’Italia che ha finalmente una legge sulle unioni civili», ha detto. Spiegando anche come tale normativa, … Continua a leggere
  • Da Renzi alla Brexit: tra falso ordine e caos
    (di Emmanuele Barbieri) Nessuno dei sindaci eletti il 19 giugno nelle principali città italiane disapplicherà la famigerata legge Cirinnà che assicura veste legale allo pseudo-matrimonio omosessuale. Per i neo-sindaci, che condividano o no il provvedimento renziano, non esiste una legge … Continua a leggere
  • Le grandi manovre per “repubblicanizzare” l’Italia
    (di Cristina Siccardi)  Il 1° giugno di 70 anni fa, vigilia del referendum istituzionale, Pio XII si rivolse al Sacro Collegio e, attraverso la radio, agli elettori italiani e francesi (anche in Francia, infatti, si votava, per le elezioni politiche), … Continua a leggere
  • L’eutanasia in parlamento
    (di Tommaso Scandroglio) Tornano a soffiare venti di morte sul Parlamento. Infatti, incassate le Unioni civili, ora si dibatte di eutanasia nei palazzi del potere. Sono sette le proposte di legge sul tema – ed altre sono in fase di … Continua a leggere
  • Il tradimento storico dei “cattolici”
    (di Roberto de Mattei) L’approvazione dello pseudo-matrimonio omosessuale, avvenuta al Senato il 25 febbraio 2016, con 173 sì, 71 no e 76 assenze è l’ultima tappa di un processo di dissoluzione della società italiana che parte dall’introduzione del divorzio (1970), … Continua a leggere