POLITICA ITALIANA: il Rapporto 2009-2010 sull’omofobia del ministro Carfagna

Il 7 maggio 2010, sul sito http://www.pariopportunita.gov.it, è stato pubblicato l’ennesimo Rapporto sulle più o meno vere e/o enfatizzate “realizzazioni” governative, questa volta curato dal ministro per le pari opportunità Mara Carfagna e intitolato: 2009-2010, un anno di governo: “Ecco cosa abbiamo fatto”.


Indifferente al fatto che la stragrande maggioranza degli italiani e degli elettori del Popolo Della Libertà sia contraria alla legittimazione sociale e giuridica dell’omosessualità, tale documento presenta, fra le varie iniziative delle pari opportunità, quella neutralmente denominata «Nessuna differenza». Si tratta, come si legge nel sito, «della prima campagna istituzionale di sensibilizzazione contro l’omofobia e le discriminazioni di genere». Pare che la “ministra”, in tempi di sacrifici e tagli ai dipendenti a stipendio fisso, abbia investito per essa due milioni di euro, per rilanciare un disegno di legge contro l’omofobia, uno spot tv, migliaia di opuscoli, da distribuire anche nelle scuole. Ennesima dimostrazione di “falsa destra” e di aggravamento della crisi dell’uomo occidentale che ha finito per investire la sua stessa identità e personalità naturale. Dopo aver cercato di “privatizzare” la religione, attraverso le ideologie, nel XX secolo la crisi ha investito la cultura, cioè i criteri di giudizio che orientano la vita.

Oggi, la crisi colpisce la stessa auto-percezione sessuale, che spesso nei giovani non viene neppure riconosciuta, provocando drammi individuali e una profonda ferita nel corpo sociale. Alcune tendenze considerano il genere sessuale come un dato culturale e non biologico, affermando che i sessi non sono 2, ma 5 o più. È quindi più che mai necessario formarsi per poter rispondere alle obiezioni dell’anti-lingua, convincere sulla solidità della morale tradizionale e, se necessario, boicottare iniziative moralmente malsane prese in nome degli elettori del centro-destra, esprimendo ad esempio il proprio disappunto per la sopra descritta iniziativa all’indirizzo di posta elettronica dell’Ufficio Stampa del Dipartimento per le pari opportunità: [email protected]

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