POLITICA INTERNAZIONALE: più conservatori tra i giovani nei Paesi Bassi

Un’indagine condotta dal settimanale olandese “Elzevier” rivela che i giovani tra i 18 e i 25 anni, in uno dei Paesi più progressisti d’Europa, sono molto più conservatori delle antiche generazioni. Dai risultati emerge che i giovani sono più severi sul tema dell’immigrazione: il 53% trova normale il respingimento dei richiedenti asilo e il 64% ritiene che gli immigrati che restano debbano integrarsi completamente.

Ma c’è di peggio. I giovani non sembrano molto interessati al conflitto tra le generazioni. Vogliono lavorare e non hanno molta considerazione per quella “generazione di contestatori” sorta nel maggio del ’68. Il 50% di essi afferma che i genitori con figli piccoli non dovrebbero essere autorizzati a divorziare; il 48% sostiene che le giovani madri non dovrebbero essere obbligate ad andare a lavorare; il 75% contesta l’idea che l’amore e il sesso possano essere separati e il 65% pensa che un’avventura extraconiugale sia un errore grave.

Gli eredi diretti del maggio del ’68 si interrogano su questo ritorno alla normalità e ironizzano volentieri. Sembrerebbe che il loro progetto vada contro qualcosa che assomiglia a una legge della natura. Dopo una o due generazioni di amore libero, di femminismo, di relativizzazione sistematica di ogni valore tradizionale o naturale, il messaggio non è quanto meno passato e i giovani, che si credeva di aver completamento “formattato”, si rivelano conservatori in maniera piuttosto preoccupante per i progressisti.

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