Politica Internazionale: morto Kim Jong-il, il dittatore della Corea del Nord

(di Emanuele Gagliardi) Kim Jong-il, il «caro leader» di una delle più crudeli dittature comuniste del mondo, è morto per un attacco cardiaco all’età di 69 anni. La Tv nordcoreana ha dato l’annuncio il 19 dicembre scorso, affrettandosi a dichiarare che «tutto il popolo coreano seguirà il nuovo leader Kim Jong-un», terzogenito del defunto, noto per il suo carattere senza scrupoli e per le velleità di ostentare la potenza militare e nucleare della Corea del Nord.

L’agenzia statale coreana “Kcna” informa che Kim Jong-il – la cui salute era andata peggiorando dopo un ictus patito nel 2008 – sarebbe morto due giorni prima dell’annuncio ufficiale, durante un viaggio in treno, per «un infarto del miocardio, complicato da gravi colpi al cuore». Anche suo padre, Kim Il-sung, era morto di infarto nel 1994. Secondo informazioni ufficiali i funerali si terranno il 28 dicembre 2011 e non si accetterà la presenza di delegazioni straniere. Fino ad allora è stato dichiarato un periodo di lutto nazionale. La salma di Kim Jong-il sarà collocata nel Memoriale Kumsusan, dove giace anche il corpo imbalsamato di suo padre.

La morte del tiranno avviene in un momento di tensione fra le due Coree. In passato, nel 2000 e nel 2007, vi erano stati incontri con i presidenti del Sud, per bloccare lo sviluppo nucleare e gli esperimenti missilistici del Nord, in cambio di aiuti per la Nazione piegata da alluvioni, siccità e da una disastrosa economia agricola.

Nel 2008 l’attuale presidente della Corea del Sud, Lee Myung-bak, ha bloccato gli aiuti esigendo una reale fine dei programmi nucleari del Nord. A marzo 2010, pochi mesi dopo la promozione di Kim Jong-un al comando delle forze armate, la corvetta militare sudcoreana Cheonan, è stata affondata provocando la morte di 46 marinai; in novembre il Nord ha bombardato un’isola sul confine fra le due Coree, ferendo decine di civili e causando la morte di un militare (Cfr. CR n. 1170/02, Estremo Oriente: venti di guerra fra le due Coree).

Da tempo la Corea del Nord è afflitta da drammatica povertà. Dopo la caduta del Muro di Berlino, Mosca non ha più sostenuto la sua economia e Pechino, pur conservando i rapporti, ha preso le distanze da un alleato inaffidabile e scomodo. Il regime ostenta grandiose parate militari ed esperimenti nucleari, ma la popolazione – obbligatorio il parallelo con la funesta tirannia dei “Khmer rossi” in Cambogia (1975-79) – soffre per mancanza di cibo e del necessario per vivere: i morti per fame si aggirano intorno ai due milioni. (Emanuele Gagliardi)

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