POLITICA INTERNAZIONALE: la Francia un Paese di métissage?

Il governo francese, discretamente ma con determinazione, regolarizza i suoi sans-papiers. Mentre moltiplica i segni di “fermezza”, come il nuovo rinvio di afgani il 15 dicembre, le cifre raccolte da “Le Monde” presso il ministero dell’Immigrazione rivelano che più di 20.000 stranieri irregolari sarebbero stati regolarizzati nel 2009.

Questa cifra è equivalente, se non superiore, a quella delle espulsioni. Il ministro dell’Immigrazione, Eric Besson, si rifiuta tuttavia di comunicare un dato preciso e globale su tale questione. Il numero di persone in situazione irregolare è calcolato tra i 200.000 e i 400.000 stranieri (“Le Monde”, 21 dicembre 2009). Lo stesso Eric Besson, tuttavia, ha ammesso: «Vi è un aumento di candidati all’emigrazione che, tacitamente, passano dal diritto di asilo… La Francia è ridiventata nel 2008 il primo Paese destinatario di richiedenti asilo in Europa, con 43.599 richieste presentate, ovvero il 19,9% in più rispetto al 2007, secondo l’Ufficio per Protezione dei Rifugiati e degli Apolidi (Ofpra). Su questo totale, 11.441 persone nel 2008 sono state poste sotto la protezione dell’Ofpra, ossia un tasso di consenso del 36% delle richieste, contro il 29,9% dell’anno precedente». In altre parole, mentre il vincitore delle presidenziali del 2007 affermava che avrebbe capovolto i flussi migratori, la generosa Francia di Sarkozy è diventa il Paese più attraente per «tutta la miseria del mondo» (“Rivarol”, 15 gennaio 2010).

La Francia del ministro dell’Immigrazione Eric Besson, «l’uomo più odiato di Francia», non ha intenzione di lottare contro il fenomeno migratorio, stando a una sua recente dichiarazione: «La Francia non è né un popolo, né una lingua, né un territorio, né una religione, è un conglomerato di popoli che vogliono vivere insieme. Non esistono francesi di origine, c’è solo una Francia di métissage».

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