POLITICA INTERNAZIONALE: elezioni in Venezuela

Il Partido socialista unido de Venezuela (Psuv), formazione che sostiene il presidente Hugo Chavez, ha ottenuto 98 dei 165 seggi che compongono l’Assemblea nazionale. È il risultato delle elezioni legislative tenutesi il 26 settembre scorso nel Paese sudamericano.


Alla coalizione dei partiti di centrodestra, Mesa de unidad democratica (Mud), andranno 65 scranni, mentre il partito Patria para todos (Ppt) avrà due parlamentari. Il governo si è assicurato un’ampia maggioranza ma non ha raggiunto la quota dei due terzi che gli avrebbe permesso di portare avanti senza mediazioni parlamentari una serie di riforme anche di carattere costituzionale.

Il responsabile della campagna elettorale del Psuv, Aristobulo Isturiz, ammette il parziale fallimento: «L’obiettivo erano 110 deputati», ha detto ai media locali, pur sottolineando che il risultato assegna ai “chavisti”, una «vittoria netta».

Dal quartiere generale della Mud rilevano, invece, come la riforma della legge elettorale e delle circoscrizioni voluta dal governo abbia avuto un ruolo determinante nel decretare la vittoria del partito del presidente. E non è tutto. «Il Consiglio elettorale nazionale – evidenziano i dirigenti dell’opposizione – ha evitato di rendere pubblico un dato fondamentale, ovvero che il voto popolare ci ha premiato con il 52 per cento dei suffragi». Per l’opposizione questi risultati rappresentano un successo. Cinque anni fa avevano boicottato le elezioni ed erano rimasti fuori dal Congresso, oggi hanno dimostrato che, uniti in una coalizione, possono rappresentare un avversario pericoloso per il “chavismo”, soprattutto in vista delle presidenziali del 2012.

Secondo Hugo Chavez, l’interpretazione data dall’opposizione ai risultati «è una bugia e una manipolazione». Incontrando la stampa internazionale a Caracas, Chavez ha tra l’altro contestato che a vincere le elezioni siano stati gli uomini del Mud. Sono stati invece i candidati del Psuv a «raggiungere una vittoria molto importante… ecco invece che ora parlano i maghi di quello che è il “mondo rovesciato”. Bisogna essere proprio stupidi per lasciarsi convincere». Poi il leader “bolivariano” ha definito la Mud una coalizione di «nuovi partiti e partitini, nati dai cadaveri ambulanti» del passato della politica venezuelana.

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