POLITICA INTERNAZIONALE: Chavez e Ahmadinejad attaccano Usa e Israele

Il 25 novembre 2009 il presidente venezuelano Hugo Chavez e il suo omologo iraniano Mahmoud Ahmadinejad, in visita a Caracas, hanno rafforzato un legame definito «strategico» e rilanciato la loro sfida «all’imperialismo» statunitense e al suo «braccio armato» Israele. «Sono sicuro – ha dichiarato Chavez – che il Dio iraniano è lo stesso di quello venezuelano. Cristo redentore, Maometto il gran profeta, illuminano il nostro cammino per sconfiggere le minacce dell’impero qui e lì. Contro di noi non potranno nulla: trionferà la pace».


«Nessuno può imporre la sua opinione al proprio popolo con le armi – gli ha fatto eco il leader iraniano –. Si tratta di una logica sconfitta e da questo momento dichiaro la sconfitta delle politiche militariste. I leader dell’America del Sud non permetteranno che si riapra l’era del colonialismo». Il legame tra Iran e Venezuela non è affidato solo ai proclami dei due leader, ma diventa sempre più stretto ad ogni incontro: dalla visita di Chavez a Teheran (2006) i due Paesi hanno firmato quasi 300 accordi di cooperazione in tutti i settori. Il 25 novembre scorso i capi di Stato ne hanno sottoscritti 12, dopo che per due giorni una delegazione di imprenditori iraniani si era riunita con i propri colleghi venezuelani e con esponenti del governo del Paese latinoamericano.

Nessuno degli accordi riguarda lo sviluppo del progetto di produzione dell’energia atomica per fini pacifici, questione che è rimasta fuori dal vertice e dalle dichiarazioni ufficiali. Non ha avuto seguito l’invito rivolto a Caracas dal Dipartimento di Stato americano a «enfatizzare le preoccupazioni della comunità internazionale» in relazione al nucleare e al rispetto dei diritti umani nel corso della visita di Ahmadinejad, anzi, le parole di Washingotn hanno provocato una dura risposta da parte del presidente iraniano, secondo cui la vera preoccupazione sono «gli arsenali nucleari e chimici», così come le ripetute «minacce di invasione militare» degli Usa, come nel caso di Iraq e Afghanistan. «Gli Stati Uniti – accusa il leader mediorientale – violano i diritti umani, torturano, hanno carceri come quello di Guantanamo». «Da quando hanno detto che avrebbero posto fine al terrorismo, il terrorismo si è moltiplicato per dieci».

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