POLITICA INTERNA: il Censis fotografa la situazione sociale italiana

Il 44.mo Rapporto sulla situazione sociale del Paese 2010 reso noto dal Censis sottolinea come la società sia pericolosamente indebolita da un punto di vista morale e psicologico, al punto che anche se ripartisse la marcia dello sviluppo, essa non avrebbe la forza e lo spessore necessari per affrontare adeguatamente le sfide che si presentano.

Vengono individuati essenzialmente due punti critici: l’eclissi della legge e del desiderio. Il problema è l’assenza di un dispositivo di fondo, affermano i relatori del Rapporto, che disciplini comportamenti, atteggiamenti e valori; da qui, episodi di violenza familiare, bullismo, tendenza a facili e sregolati godimenti sessuali nel tentativo di supplire (attraverso massicce dosi di stimolazioni esterne) al vuoto interiore. «Siamo una società pericolosamente segnata dal vuoto, visto che ad un ciclo storico pieno di interessi e di conflitti sociali, si va costituendo un ciclo segnato dall’annullamento degli interessi e dei conflitti… dunque, per vincere il nichilismo dell’indifferenza generalizzata è necessario tornare a desiderare», affermano i relatori del 44.mo Rapporto sulla situazione sociale del Paese (Ansa, 3 dicembre 2010).

L’impietosa analisi del Censis sembra fotografare bene la situazione attuale; tuttavia, la causa prima del problema viene identificata nella mancanza di un generico quanto evanescente «dispositivo di fondo» che dovrebbe regolare e dirigere il comportamento umano. In realtà, l’umanità diventa apatica e depressa quando l’esistenza viene privata del suo significato originario che trascende il dato fisico. L’eclissi di Dio (particolarmente evidente in quest’epoca secolarizzata) diventa dunque l’eclissi dell’uomo che, ripiegato su se stesso e sui suoi “appetiti”, non ha validi motivi per darsi da fare e contribuire alla crescita individuale e collettiva.

L’unico imperativo che appare sensato è consumare la vita prima che il ciclo naturale dell’esistenza giunga al termine. L’uomo, declassato allo stesso livello dell’animale (l’evoluzione si insegna in tutte le salse nelle scuole fin dalle elementari), pone in atto comportamenti compensatori tesi a sfuggire in qualche modo dalla palude del non senso in cui si trova immerso: il sesso fuori da ogni regola e misura, la violenza gratuita e bestiale, la mania del possedere ad ogni costo sono sì il frutto della mancanza di valori ma sono anche la dimostrazione evidente dell’irriducibilità della natura umana; l’uomo, creato ad immagine e somiglianza del Creatore, aspira all’eternità ma se tale anelito viene soffocato la società tende ad ammalarsi, fino a morire.

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