POLITICA ESTERA: Serbia più vicina all’Europa dopo la vittoria di Tadic

Le elezioni presidenziali in Serbia riconfermano il moderato Boris Tadic mentre si fa più vicina per la Serbia la prospettiva dell’integrazione nell’Unione Europea.





Le elezioni presidenziali in Serbia riconfermano il moderato Boris Tadic mentre si fa più vicina per la Serbia la prospettiva dell’integrazione nell’Unione Europea.

Unanime soddisfazione e sollievo è stato espresso da tutti i governi dei Paesi dell’UE che si conferma pronta a mantenere le promesse: dal Presidente della Commissione UE José Manuel Durao Barroso all’Alto Rappresentante per la politica estera Javier Solana, dal ministro degli Esteri Massimo D’Alema al Cancelliere tedesco Angela Merkel, tutti hanno auspicato una «accelerazione» dell’integrazione europea, ora possibile.

Intanto l’UE continua i preparativi per la missione civile che condurrà la provincia serba secessionista del Kosovo verso l’indipendenza. I 27 hanno terminato le procedure formali, manca soltanto il sigillo dei ministri degli Esteri, atteso entro il 18 febbraio.

Prima tappa dell’avvicinamento con Belgrado il 7 febbraio a Bruxelles: firma dell’accordo ad interim tra UE e Serbia nei settori del commercio, dialogo politico, liberalizzazione dei visti ed educazione che copre il 75% dei contenuti del patto di pre-adesione ASA (Accordo di Stabilizzazione e Associazione).

L’opposizione dell’Olanda, che chiede di vincolare la firma alla cattura dell’ex-generale Ratko Mladic, incriminato per il genocidio di 7.000 musulmani a Srebrenica, ha bloccato la firma conclusiva, ma la vittoria di Tadic potrebbe ridurre i tempi. Nei contatti telefonici tra Solana e il Presidente rieletto si è auspicata la firma dell’ASA «nei prossimi giorni». Per Solana il risultato del voto è un preciso «segnale che la maggioranza del popolo serbo vuole continuare il suo cammino verso la UE».

Il presidente Barroso e il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner, soddisfatti per la rielezione di Tadic, si aspettano dal governo serbo «azioni concrete per ancorare la Serbia nella UE, a cominciare da una piena cooperazione con  il Tpi (Tribunale Penale Internazionale, N.d.R.)». Massimo D’Alema – che si è adoperato per superare l’ostilità olandese – e il Cancelliere Merkel sono convinti che Tadic darà nuovo impulso alle riforme interne. 

La sconfitta del nazionalista Tomiclav Nikolic migliora le relazioni tra Serbia e Occidente anche sul nuovo status del Kosovo, sebbene anche Tadic e la maggioranza dei serbi siano contrari all’indipendenza. I tempi della proclamazione restano vicini, ma potrebbero slittare agli inizi di marzo ed avvenire in stretto coordinamento con i partner europei e statunitensi. Solana stesso ha invitato le autorità kosovare alla prudenza: «Credo che tutti siano nelle condizioni di considerare e analizzare con chiarezza cosa può essere fatto per l’obiettivo che tutti abbiamo in mente: la stabilità e la democrazia dei Balcani», ha detto l’Alto Rappresentante UE.

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