POLITICA ESTERA: la Costituzione del Kosovo ratificata in sessanta giorni

Un’équipe di Organizzazioni non-governative (Ong) pro-vita, americane ed europee, si è incontrata con i funzionari di più alto grado del Kosovo (il Presidente del Kosovo, il Presidente del Parlamento e altri parlamentari) per discutere dei problemi riscontrati nella bozza di Costituzione per il nuovo Stato in via di formazione.





Un’équipe di Organizzazioni non-governative (Ong) pro-vita, americane ed europee, si è incontrata con i funzionari di più alto grado del Kosovo (il Presidente del Kosovo, il Presidente del Parlamento e altri parlamentari) per discutere dei problemi riscontrati nella bozza di Costituzione per il nuovo Stato in via di formazione.

Questi funzionari hanno dichiarato che sono stati gli esperti internazionali a influire sulla natura controversa della nuova Costituzione, ivi compresi i diritti speciali basati sull’“orientamento sessuale” a cui ammettono che i kosovari stessi sono contrarissimi.

Il Presidente Fatmir Sedjiu ha detto al gruppo di Ong che si era «fidato degli esperti» che gli avevano detto che il Kosovo doveva giocoforza comprendere l’orientamento sessuale in modo da dargli una «comprensione contemporanea dei diritti umani internazionali».

Jakup Krasniqi, Presidente dell’Assemblea del  Kosovo, ha affermato di essersi opposto all’articolo ma che i rappresentanti dell’ONU, dell’UE e del Consiglio d’Europa gli avevano detto che questo riferimento allineava le leggi del Kosovo a quelle delle altre costituzioni europee.

I kosovari hanno criticato il fatto di non avere avuto accesso alla bozza della Costituzione, nonostante fosse da un anno che venivano incoraggiati a offrire dei “commenti pubblici”. Hanno obiettato anche al fatto che tutti i loro commenti inviati alla Commissione costituzionale, il corpo di esperti responsabile incaricato di redigere la bozza, a quanto pare dovevano essere controllati dal rappresentante di una Ong americana chiamata International Research & Exchanges Board (IREX) durante le procedure.

I leader religiosi del Kosovo si sono lamentati di non aver mai avuto copia della bozza di documento. Dopo aver incontrato i leader cattolici e musulmani, la Commissione ha accettato di omettere parole che altrimenti avrebbero tolto la protezione legale ai non nati. Non ha invece dato riscontro ad altri reclami, affermando tuttavia di aver raggiunto il consensus (cioè un accordo senza dissenzienti).

Subito dopo il varo della Costituzione, la stampa kosovara ha criticato il modo in cui i funzionari, dopo la dichiarazione di indipendenza del 17 febbraio, avevano fatto pressioni per affrettare la procedura di approvazione. Piuttosto che concedere i 120 giorni previsti dalle Nazioni Unite,  il Rappresentante speciale dell’UE aveva firmato la legge passandola l’8 di aprile al Presidente, che l’aveva a sua volta approvata immediatamente passandola al voto dell’Assemblea dove non è stata né discussa né votata ma approvata due giorni dopo semplicemente alzandosi in piedi ed applaudendone l’ultima versione.

Al contrario di altre fonti, Tina Kaidanow, che è a capo dell’ambasciata USA a Pristina, ha insistito che non c’era «alcun coinvolgimento internazionale» nella nuova Costituzione. Ha spiegato che il motivo per cui era stata tenuta segreta ai kosovari era perché renderla pubblica sarebbe stato problematico per il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, che non riusciva a trovare un accordo sull’indipendenza del Kosovo, a cui la Russia ancora adesso si oppone. La fretta con cui è stata adottata, ha detto, è dovuta in parte alla necessità di dimostrare il “progresso” della Comunità internazionale verso l’acquisto della sovranità da parte del Kosovo.

Il Presidente della Commissione costituzionale, Hajredin Kuci, ha detto alla stampa che l’intervento della delegazione pro-vita e pro-famiglia è arrivato «troppo tardi». Un osservatore kosovaro però ha dichiarato: «Non è che fossero in ritardo, ma è l’approvazione che è stata fatta troppo presto».

Donazione Corrispondenza romana