POLITICA ESTERA: Iran, Russia, Cina: cosa bolle in pentola

Visita a sorpresa del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov a Teheran, dove il 30 ottobre 2007 ha incontrato anche il Presidente iraniano Ahmadinejad.





Visita a sorpresa del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov a Teheran, dove il 30 ottobre 2007 ha incontrato anche il Presidente iraniano Ahmadinejad.

Ufficialmente non è stata fornita alcuna informazione sulle ragioni di questa visita, di cui hanno riferito fonti della presidenza iraniana, ma è certo il viaggio di Lavrov avviene nel momento in cui la tensione tra Iran e Stati Uniti sta aumentando in modo esponenziale.

Appena due settimane fa il Presidente russo Vladimir Putin ha effettuato una storica visita in Iran (l’ultimo leader russo a visitare l’Iran era stato Stalin, nel 1943), preceduta da un tam tam di notizie circa un possibile attentato suicida contro il leader, giunte all’intelligence russa da «fonti straniere». Voci che Teheran ha sempre decisamente respinto e bollato come «guerra psicologica dei nostri nemici per turbare le relazioni tra l’Iran e la Russia».

Recentemente Mosca ha preso le distanze dalla posizione occidentale circa il dossier nucleare iraniano, affermando di non avere informazioni su un programma militare nucleare di Teheran e ha criticato le nuove sanzioni imposte dagli Stati Uniti. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Pechino che si è detta contraria a sanzioni contro Teheran come soluzione delle tensioni tra l’Iran e l’Occidente a proposito del programma nucleare iraniano.

Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna sono tra i Paesi che chiedono con maggiore insistenza sanzioni più dure contro Teheran, la Cina, invece, appartiene alla schiera dei Paesi ONU che si oppone a questa idea, in quanto «l’uso indiscriminato di sanzioni non dovrebbe essere incoraggiato», come ha sottolineato il portavoce del ministro degli Esteri, Liu Jianchao. (E.G.)

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