POLITICA ESTERA: Indonesia a rischio islamizzazione

Aumento del costo dei generi alimentari, più corruzione e grave intromissione dello Stato in questioni religiose private. Il quotidiano indonesiano “Jakarta Post” denuncia le conseguenze della possibile approvazione di una legge





Aumento del costo dei generi alimentari, più corruzione e grave intromissione dello Stato in questioni religiose private. Il quotidiano indonesiano “Jakarta Post” denuncia le conseguenze della possibile approvazione di una legge che rende obbligatoria, anziché facoltativa, l’indicazione halal (puro; ad esempio: che non contiene carne di maiale) sugli alimenti in commercio, secondo i dettami della legge islamica.

Il testo del disegno di legge deve essere discusso e approvato dalla Camera dei Rappresentanti, ma già alcuni parlamentari si sono dichiarati favorevoli. Il Consiglio degli Ulema (MUI) fa pressione affinché l’indicazione sia resa presto obbligatoria ed intende estenderla a farmaci e cosmetici.

Secondo alcuni osservatori è l’ennesimo segnale della «graduale islamizzazione» in atto nella nazione musulmana più popolosa del pianeta. Il 26 febbraio scorso, sul “Jakarta Post”, Muhammad Nafik lamentava che il Governo dovrebbe garantire «la sanità e l’igiene» degli alimenti piuttosto che l’osservanza dei principi islamici, perché la sua azione deve mirare al bene di tutti i cittadini, comprese le minoranze.

«Se l’indicazione degli ingredienti sulle confezioni sono chiare – si legge nell’articolo riportato da “AsiaNews”, Agenzia on-line del Pontificio Istituto Missioni Estere – sono i consumatori che in base alle loro esigenze sceglieranno che cibo comprare, ma lo Stato non ha alcuna autorità in materia». Costringere i produttori ad adottare le procedure halal per la macellazione della carne – per la legge islamica, l’animale va ucciso a mano e facendo colare completamente il sangue – comporterebbe anche un aumento dei costi che andrebbe a nocumento dei cittadini.

L’editorialista ammonisce che in un Paese laico, quale l’Indonesia, la legge non deve regolare questioni religiose che rimangono affare privato, e avverte che «l’etichetta halal darà adito a maggiore corruzione»: i grandi produttori faranno di tutto per assicurarsi il certificato, che darà loro la possibilità di rivolgersi ad un mercato più ampio. Se la legge fosse approvata, chi impedirà al MUI di emettere una fatwa – decreto di carattere religioso promulgato da dotti islamici a regolare questioni di attualità – contro i prodotti senza etichetta halal, generando danni economici ancor più gravi?

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