POLITICA ESTERA: gli inganni della giunta militare del Myanmar

Asean (Association of South-East Nations) e Unione Europea hanno firmato il 22 novembre, una dichiarazione congiunta per il rilascio di tutti i detenuti politici arrestati dalla giunta militare del Myanmar e di apprezzamento al lavoro dell’ONU nel Paese. Secondo analisti locali, però, anche a Singapore ha vinto la tecnica da guerra del generale Than Shwe.





Asean (Association of South-East Nations) e Unione Europea hanno firmato il 22 novembre, una dichiarazione congiunta per il rilascio di tutti i detenuti politici arrestati dalla giunta militare del Myanmar e di apprezzamento al lavoro dell’ONU nel Paese. Secondo analisti locali, però, anche a Singapore ha vinto la tecnica da guerra del generale Than Shwe.

«Accogliamo con favore la decisione del governo della Birmania per un impegno con le Nazioni Unite e un dialogo con San Suu Kyi, ricordando che un tale dialogo dovrebbe essere effettuato con tutte le parti interessate e i gruppi etnici» si legge nel testo della dichiarazione, che comunque non ha valore normativo e non fissa alcuna scadenza per il regime. Continua quindi il valzer di mozioni, risoluzioni e “condanne” verso la politica birmana, ma de facto i generali continuano a imporre il loro gioco.

Wai Moe, editorialista di “The Irrawwaddy”, spiega che il generale Than Shwe – capo della giunta – sa bene come «comportarsi con organizzazioni deboli come l’Asean», utilizza veri e propri «stratagemmi militari», come far credere al nemico una cosa e all’ultimo sorprenderlo facendo l’opposto. Qualche esempio: nel 2004 la giunta aveva promesso di liberare la leader dell’opposizione Aung San Suu Kyi, poi si è rimangiata tutto; poche settimane fa Than Shwe ha fatto cancellare in extremis l’intervento all’Asean dell’inviato speciale ONU, Ibrahim Gambari, a cui in precedenza aveva acconsentito.


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