PERSECUZIONI ANTICRISTIANE: una testimonianza dall’Iraq

Riportiamo qui di seguito una drammatica testimonianza di un giovane sacerdote iracheno, don Hani, inviata a vari amici italiani tra cui a Don Sabino Palumbieri, docente di Teologia presso l’università Salesiana, suo professore negli anni della sua formazione a Roma.

Carissimi confratelli e amici,

Avete sentito del dramma e della sofferenza che stanno vivendo i cristiani in Iraq, non sono riuscito a scrivere nulla prima, ma adesso non posso non esprimere il dolore e l’angoscia che sento e condivido con tutti loro. Sento il grido di due sacerdoti giovanissimi che vengono massacrati e bagnati dal loro sangue davanti all’altare mentre celebrano la santa messa e pregano per la pace , sento il grido di una donna il cui bambino di quattro mesi che teneva in braccio viene ucciso con un colpo di fucile, il grido di Adam ( un bambino di tre anni ucciso tra papà e mamma) per due ore ha detto solo questa parola: «basta, basta….» e poi viene ucciso anche lui, il grido di una donna incinta portata vicino a un kamikaze e fatta esplodere insieme a lui, il grido di un giovane che cerca di salvare il padre, con il quale verrà poi ucciso.

Tante storie dolorosissime mi hanno raccontato personalmente i feriti dall’attentato di Baghdad nella Chiesa intitolata a nostra Signora del perpetuo soccorso, i quali sono arrivati all’ospedale Gemelli grazie all’intervento della Santa Sede e dello stato Italiano. Più di sessanta cristiani uccisi dai fondamentalisti musulmani, i quali indisturbati continuano ad uccidere . Proprio mentre scrivo questa lettera mi è arrivata la notizia di altri due cristiani uccisi a Musol. Dicevo prima che i cristiani lì sono le vittime del fondamentalismo islamico, che uccide senza pietà senza distinguere tra bambini giovani, anziani, donne e uomini, inoltre senza rispettare alcun luogo di preghiera.

La nostra forza non è la violenza, non sono le bombe o fare il kamikaze per uccidere persone innocenti. La nostra forza è la preghiera, la fiducia nel Signore e nella Vergine Maria aiuto dei cristiani. Vi chiedo carissimi di pregare intensamente per questa situazione e per fare arrivare la nostra voce e il nostro grido che chiede, pace, stabilità e dignità di vivere.
Ovunque siamo facciamo capire al mondo cosa sta succedendo in Iraq. Grazie a tutti quelli che mi sono stati vicini e mi hanno mandato parole di conforto. Vi ricordo anch’io nelle mie preghiere, affidandovi al Signore. Don Hani.

Donazione Corrispondenza romana