PERSECUZIONI ANTICRISTIANE: ucciso un commerciante cristiano in Iraq

Ennesimo omicidio mirato contro la comunità cristiana a Kirkuk, nell’Iraq settentrionale. La sera del 7 giugno scorso è stato ucciso a colpi di arma da fuoco Hani Salim Wadi, 34 anni, sposato e padre di una bambina, proprietario di un negozio di telefonini nel centro di Kirkuk.

Fonti locali hanno riferito ad AsiaNews, agenzia online del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME), che «i cristiani sono ancora una volta obiettivo» di precisi attacchi e che nella città si respira «un clima di insicurezza» (AsiaNews, 8 giugno 2010).

Non sono chiare le motivazioni alla base dell’omicidio, ma i fedeli temono una nuova spirale di violenze contro la comunità.

Il nord dell’Iraq – in particolare Mosul e Kirkuk – è da tempo teatro di attacchi mirati contro la comunità cristiana, al centro di una lotta di potere fra arabi, curdi e turcomanni. Da tempo i fedeli parlano di una persecuzione che prosegue nell’indifferenza generale.

I cristiani sono persusi che «non si tratta di criminali normali» e che dietro agli attacchi vi siano «precisi piani politici»: la creazione di un’enclave cristiana nella piana di Ninive e il governo, centrale e provinciale, «non fa nulla per contrastarla».

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