PERSECUZIONI ANTICRISTIANE: omicidio impunito in Pakistan

Leader cattolici e attivisti per i diritti umani in Pakistan denunciano che lo stupro e l’omicidio della dodicenne cristiana Shazia Bashir (23/I/2010) rischia di restare impunito. Il principale indiziato è un ricco e potente avvocato musulmano di Lahore, Chaudhry Muhammad Naeem, presso il quale la giovane lavorava come domestica.

L’associazione dei legali della città si è schierata a difesa dell’uomo – ex presidente della Lahore Bar Association – che riceve un trattamento di tutto riguardo dagli agenti che lo hanno in custodia. La giustizia, intanto, continua a rimandare l’incriminazione. I parenti di Shazia affermano di non credere al comitato istituito da Shahbaz Sharif, Capo ministro del Punjab, accusato di rimandare i tempi della giustizia. Un gruppo di familiari della vittima e attivisti si sono costituiti parte civile e hanno inscenato proteste di fronte al Circolo della stampa di Lahore.

Peter Jacob, segretario esecutivo di Giustizia e pace della Chiesa cattolica pakistana (Ncjp), sottolinea ad “AsiaNews” (2 febbraio 2010) la «debolezza» del governo nel garantire giustizia ai più poveri e punire i colpevoli.

Il 29 gennaio scorso un giudice ha prolungato di altri sei giorni i termini di custodia cautelare a carico di Chaudhry Muhammad Naeem. La polizia ha spiegato imponenti misure di sicurezza attorno all’uomo; il team di legali che lo difende ha ottenuto il bando dei media dall’aula di tribunale. All’esterno i familiari della giovane uccisa e membri della società civile hanno scandito slogan di protesta. Intanto le organizzazioni cristiane All Pakistan Minorities Alliance (Apma) e Pakistan Masihi League (Pml) hanno lanciato un appello al Capo della Corte suprema pakistana, perché intervenga in prima persona contro i criminali.
 (E. G.)

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