PERSECUZIONI ANTICRISTIANE: in Spagna legge per abolire i crocifissi

Col pretesto del pluralismo religioso, il governo spagnolo intende presentare al Congresso una nuova legge organica sulla libertà religiosa e di coscienza, che cancelli quella vigente, la n. 7/1980, e che “regoli” i diritti delle confessioni non cattoliche. Con tanto di “concordati” da firmare per autorizzare i musulmani a far festa di venerdì e gli ebrei di sabato oppure concedere gratuitamente spazi pubblici per l’erezione di moschee o sinagoghe. Od ancora per fissare le regole di accesso alle sovvenzioni per le attività sociali e caritative.


Ma il vero obiettivo è un altro: col pretesto di recepire la sentenza del Tribunale Europeo dei Diritti Umani di Strasburgo, l’iniziativa governativa intende far sparire i crocifissi e tutti i simboli religiosi dagli spazi pubblici come amministrazioni municipali, tribunali, ospedali e scuole. Non a caso le due bozze finora predisposte lo prevedono espressamente, la prima nello stesso testo di legge, la seconda – quella del ministro di Giustizia, Francisco Caamaño – demandando tale aspetto ad un apposito regolamento, ancora da redigere. Del resto, non sono i numeri a giustificare tanta fretta: nonostante l’esplosione migratoria, in Spagna ad oggi risiedono un milione di musulmani, un milione e mezzo di evangelici, 600 mila ortodossi, diversi buddhisti e mormoni. Poca cosa rispetto ai 35 milioni di cattolici spagnoli, pari al 77% della popolazione complessiva.

Ma questo importa poco ai promotori. Il Consiglio dei Ministri trasmetterà nelle prossime settimane un’anticipazione del progetto di legge in oggetto al Consiglio di Stato, cosicché comunichi le sue osservazioni in via informale, poi l’Esecutivo depositerà il testo presso la Camera Bassa. L’inizio del dibattito è previsto prima di agosto.

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