PERSECUZIONI ANTICRISTIANE: ennesima strage di cristiani in Nigeria

La cronaca ripropone per l’ennesima volta una tragica realtà, “anestetizzata” dai laicisti mass media italiani: la strage di 500 (e forse più) cristiani, tra cui molte donne e bambini, in Nigeria. In meno di un anno e mezzo, è la terza volta che nello Stato centrale nigeriano del Plateau vengono perpetrati atti criminosi.

Questa volta è toccato al villaggio di Dogo Nahava, a sud di Jos, che ha visto bande di predoni musulmani costringere i cittadini cristiani a uscire dalle abitazioni massacrandoli a colpi di machete. Non si è trattato di un’esplosione di violenza, ma di «un attacco pianificato con cura, tanto che i residenti musulmani dei villaggi nel mirino erano stati avvisati con un sms dell’imminente massacro: perché potessero allontanarsi» (Paolo Salom, Nigeria, oltre 500 le vittime, “Corriere della sera”, 9 marzo 2010). Il quotidiano “La Repubblica”, nella prima pagina del 9 marzo, ha però titolato confondendo vittime e carnefici: Nigeria, massacro infinito tra cristiani e musulmani. “L’Unità” ha invece dedicato al massacro una breve e remota notizia che, con il titolo distorto di Nigeria. Oltre 100 morti in disordini tra musulmani e cristiani, ha trasformato «una mattanza di cristiani, perpetrata a freddo, in un generico “disordine” dove non sembrano esserci né vittime né carnefici» (Antonio Socci, Se 500 cristiani macellati non fanno notizia, “Libero”, 9 marzo 2010).

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