PERSECUZIONI ANTICRISTIANE: attentati di matrice islamica nelle Filippine

Una granata è esplosa il 10 gennaio 2010 mattina davanti alla cattedrale di Nostra Signora del Monte Carmelo di Jolo (Sulu-Mindanao) rompendo i vetri delle finestre. Alle 5.40 Padre Josè Ante, missionario degli Oblati di Maria Immacolata, stava preparando la S. Messa delle 6 quando la granata è esplosa sul sagrato. L’esplosione non ha causato danni a persone, ma resta alta la tensione tra la popolazione.

Immediatamente dopo lo scoppio della bomba le autorità ecclesiastiche hanno chiuso l’edificio e sospeso le funzioni. La polizia ha invece aumentato le misure di sicurezza intorno alla chiesa. «Non sappiamo ancora le ragioni di questo attacco – afferma mons. Angelito Lampon, vescovo di Sulu – ma questo evento non fermerà la missione della Chiesa a Jolo».

Quello del 10 gennaio è il terzo attentato compiuto nei pressi della cattedrale negli ultimi tre mesi. Il precedente era avvenuto il 31 dicembre 2009 e aveva provocato il ferimento di due soldati.

Nonostante non vi siano rivendicazioni, la polizia locale accusa dell’attentato i ribelli islamici di Abu Sayyaf, gruppo estremista legato ad al-Qaeda. Secondo le autorità il gruppo mira a mantenere un clima di tensione tra la popolazione. I membri di Abu Sayyaf sono anche accusati dei precedenti attacchi. Il più grave quello del 7 luglio 2009, con 6 morti e 40 feriti.

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