PERSECUZIONI ANTICRISTIANE: arrestato vescovo in Cina per un “no” al regime

Non ha voluto sottostare al diktat del regime cinese ed è finito direttamente agli arresti. Mons. Mattia Dujiang, vescovo di Bameng, è stato posto agli arresti, secondo quanto riferito ad “AsiaNews” da fonti locali. Il motivo dell’arresto è il suo rifiuto esplicito di concelebrare con un vescovo scomunicato, ordinato nel 2006 senza il permesso dell’Associazione patriottica, organismo che vuole edificare una Chiesa nazionale separata dalla Santa Sede.

Finora mons. Dujiang, 47 anni, non aveva mai potuto parlare in pubblico in qualità di vescovo; negli incontri non poteva portare berretta, né croce pettorale. La cerimonia di ieri, nella cattedrale di Sanshenggong, doveva essere un’istallazione ufficiale, in cui il vescovo veniva riconosciuto anche dal governo. Ma l’Associazione patriottica ha preteso che alla cerimonia concelebrasse anche mons. Giuseppe Ma Yinglin, ordinato in modo illecito il 30 aprile 2006, su cui pesa una scomunica latae sententiae. Proprio alcune settimane fa la Commissione Vaticana per la Chiesa in Cina ha diffuso un comunicato in cui si chiede ai vescovi legati al Pontefice di evitare «di porre gesti (quali, ad esempio, celebrazioni sacramentali, ordinazioni episcopali, partecipazione a riunioni) che contraddicono la comunione con il Papa». Proprio per questo mons. Dujiang ha resistito fino alla fine, rifiutando la presenza di Ma Yinglin. Nonostante ciò il vescovo patriottico Ma è giunto da Pechino e si è imposto per concelebrare.

La città di Bameng da giorni è presidiata da forze di sicurezza: internet e telefoni sono sotto controllo. Alcuni cristiani cinesi hanno detto ad “AsiaNews” che «il coraggio di mons. Du è esemplare. Speriamo lo seguano molti altri vescovi. Corre voce che nelle prossime settimane ci saranno altre ordinazioni e Ma Yinglin vuole presiedere a tutte».

Da almeno due anni l’Associazione patriottica sta cercando di convincere i vescovi della Chiesa ufficiale ad accettare Ma Yinglin come presidente nazionale della stessa Associazione (“Avvenire”, 9 aprile 2010).

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