PERSECUZIONI ANTICRISTIANE: aggredito un medico cristiano in Iraq

Ennesima aggressione contro i cristiani in Iraq. Il 15 gennaio scorso, alcuni criminali si sono introdotti nella clinica privata Al Rabi’e, nel quartiere al Sukar di Mosul, e hanno sparato a freddo contro un medico cristiano con un’arma munita di silenziatore. Nuyia Youssif Nuyia, il più noto cardiologo specialista dalla regione, è rimasto gravemente ferito.

Youssif Nuyia, caldeo cattolico molto attaccato alla sua fede e alla sua Chiesa, è sposato e padre di 4 figli. Medico militare, docente presso la Facoltà di medicina dell’università di Mosul, è stato il medico privato del defunto mons. Faraj Rahho e di tanti sacerdoti, religiosi e religiose.

I responsabili dell’accaduto per ora rimangono ignoti. Intanto, dalla comunità cristiana in Iraq arriva un’altra denuncia verso l’indifferenza occidentale alla causa, nonostante la strage di copti del 31 dicembre 2010 ad Alessandria d’Egitto o quello alla cattedrale di Baghdad: «L’occidente non può fare niente per i cristiani perché l’occidente nega le sue radici cristiane ed è indifferente a tutte le religioni. E un’altra cosa che l’occidente non capisce è che per questi Paesi musulmani “democrazia” vuole dire “caos”».

Intanto a Copenaghen, in Danimarca, nel fine settimana si sono riuniti a porte chiuse leader religiosi cristiani e musulmani d’Iraq, i cui nomi sono top secret per motivi di sicurezza, per tentare di smorzare la violenza settaria che ha sconvolto la comunità cristiana. Ma più attesa ancora c’è per l’annuncio di un incontro simile a Najaf, nel Sud dell’Iraq.

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