PERSECUZIONI ANTICRISTIANE: aggredita una comunità copta in Egitto

La voce secondo la quale i cristiani volevano costruire un’altra chiesa ha scatenato una reazione violenta di circa tremila musulmani, che venerdi 12 marzo, nella provincia nord-occidentale di Mersa Matrouh, hanno assalito una comunità copta in Egitto mentre era riunita in preghiera. Nell’edificio adiacente la chiesa locale, erano presenti quattro sacerdoti, un diacono e 400 parrocchiani.


Tra i feriti ci sono stati anche donne e bambini. Verso le cinque del pomeriggio i musulmani – un insieme di beduini e estremisti salafiti – hanno iniziato a lanciare pietre contro un cantiere, dietro il quale credevano si celasse il proposito di edificare una nuova chiesa. In realtà si stava costruendo il muro di cinta di un ospizio. Testimoni locali hanno riferito che le forze di sicurezza presenti non erano sufficienti a contenere l’attacco. Gli agenti hanno lanciato gas lacrimogeni e arrestato una ventina di persone, fra musulmani e cristiani.

A fomentare la rabbia dei musulmani ha contribuito l’intervento dell’imam locale Shaikh Khamees, il quale ha acceso gli animi durante la preghiera del venerdì, sottolineando il dovere di combattere i “nemici” dell’Islam e dichiarando: «Non tolleriamo la presenza cristiana nelle nostre zone». «I copti sono spaventati, soprattutto donne e bambini che erano presenti all’interno dell’edificio e hanno assistito all’assalto», ha affermato il reverendo Matta Zakarya, che ha riferito dello svolgimento di un vertice tra i leader della Chiesa locale, le forze di sicurezza statali e alcuni rappresentanti musulmani. In Egitto la comunità cristiana copta rappresenta il 10% su una popolazione di quasi 80 milioni di abitanti ed è vittima di discriminazioni e attacchi, come quello avvenuto a gennaio a Naga Hamadi in occasione del Natale ortodosso e costato la vita a sei cristiani e a un poliziotto musulmano.

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