PERSECUZIONE ANTICRISTIANA: ulteriori violenze in India

Cinque morti è il bilancio delle violenze contro i cristiani scoppiate nello stato indiano di Orissa. Estremisti indù del Visha Hindu Parishad e del Bajrang hanno attaccato il 26 agosto chiese ed edifici di cattolici, tra cui un orfanotrofio dato alle fiamme





Cinque morti è il bilancio delle violenze contro i cristiani scoppiate nello stato indiano di Orissa. Estremisti indù del Visha Hindu Parishad e del Bajrang hanno attaccato il 26 agosto chiese ed edifici di cattolici, tra cui un orfanotrofio dato alle fiamme, dopo che un loro leader ed altri quattro esponenti del gruppo fondamentalista erano rimasti uccisi il 23 agosto sera. Il leader del Vhp, Laxmanananda Saraswati, e gli altri quattro sono morti in un attacco compiuto da ribelli maoisti. Ma gli estremisti indù accusano i cristiani perché Saraswati stava conducendo una campagna contro le conversioni cristiane nel distretto di Khadamal, dove 150.000 dei 600.000 abitanti sono cattolici.

La missionaria cattolica morta tra le fiamme dell’orfanotrofio della chiesa di Khuntpali aveva 22 anni. Un uomo è stato ucciso in un incendio in un vicino villaggio. Secondo la polizia altre tre persone sono morte, sempre tra roghi, nel distretto di Raika. Le autorità hanno vietato l’assembramento di oltre cinque persone nel distretto ed imposto il coprifuoco nei principali centri del distretto, dove le scuole e le università sono rimaste chiuse. Polizia e forze paramilitari pattugliano le strade per impedire nuove razzie.

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