Per lui il caso Foley è “un progresso”: cliccatissimo su YouTube

DiedonneIl controverso umorista Dieudonné, finito più volte negli ultimi tempi nel mirino della Giustizia, ne ha combinata un’altra: in un video intitolato Feu Foley, ha definito un «progresso» la morte per decapitazione del giornalista James Foley ad opera degli jihadisti dell’Isis. La notizia, diffusa dall’emittente Rtl, è stata confermata da Europe1.

Dieudonné M’bala M’bala, 48 anni, di origine camerunense ma nazionalità francese, si è sempre più avvicinato alla vita politica, suscitando un vespaio di reazioni. Lui stesso si è definito anticomunitario, antisionista e repubblicano. E’ già stato condannato due volte per antisemitismo, ma durante i suoi spettacoli si è ripetutamente scagliato anche contro islam e Cristianesimo.

A suo avviso, l’esecuzione di Foley avrebbe suscitato «l’indignazione generale dei Paesi Occidentali. Ma io mi sono preoccupato per la lapidazione di Albert Ebossé – ha dichiarato – La decapitazione già simboleggia un progresso, l’accesso alla civiltà. Anche in Francia si son decapitate persone sulla pubblica piazza, davanti al popolo. Per questo oggi son sorpreso di tutto questo clamore. Che Gheddafi sia stato linciato, va bene; che Saddam Hussein sia stato impiccato, lo stesso; ma la fine di James Foley, no». Una precisazione: Albert Ebossé era un calciatore camerunense, morto per trauma cranico dopo esser stato colpito da una pietra, lanciata assieme ad altri oggetti dai suoi stessi tifosi al termine della partita tra Kabylie e USM Alger il 23 agosto scorso. E’ quanto meno “forzato” definire «lapidazione» questi disordini ed è culturalmente inaccettabile paragonarli a periodi storici, come il Terrore illuminista, ed a regimi dittatoriali, come quelli di Gheddafi e Hussein, che nulla hanno a che vedere con la decapitazione di Foley, sangue innocente versato ad opera dei terroristi islamici.

Il video di Dieudonné è stato diffuso su YouTube ed a sconcertare è il fatto che sia già stato cliccato circa 70 mila volte. Ad indicare la popolarità di questo umorista, popolarità confermata dal folto pubblico presente ai suoi spettacoli. Ciò che dovrebbe indurlo a tener conto della responsabilità che si assume con le sue dichiarazioni e di come queste facciano opinione. La Procura di Parigi ha avviato un’indagine preliminare a suo carico, verificando gli estremi del reato di «apologia degli atti di terrorismo». Evidentemente, per la magistratura, speculare ad ogni costo sulle tragedie umane non è lecito.

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