PEDOFILIA: social networks più sicuri, ma peggiora Facebook

Dal Rapporto 2010 sulla pedofilia e pedopornografia online di Meter Onlus, presentato il 16 marzo scorso a Roma ed ora consultabile sul sito www.associazionemeter.org (per ulteriori informazioni: v. il numero verde nazionale 800.455.270), risulta che, grazie al maggior controllo dei gestori, è sceso il numero di segnalazioni di scambio file foto/video ed indirizzi e-mail con contenuto pedofilo provenienti dai social network (da 851 nel 2009 a 315) ma, tra i network più “gettonati” dai pederasti, al terzo posto si conferma ancora Facebook, che lo scorso anno ha raddoppiato le segnalazioni di contenuti pedopornografici (da 20 a 42), presenti nei suoi domini.

Il Report di Meter, la benemerita associazione, fondata da don Fortunato Di Noto, che da oltre 20 anni si batte in prima linea contro la terribile piaga sociale della pedofilia, presenta dati relativi a 13.766 siti web, social network, servizi di scambio file foto/video ed indirizzi e-mail segnalati con contenuto pedofilo (nel 2009 erano stati 7.240).

Se il contenuto della più diffusa “rete sociale”del mondo risulta sempre più orientato a negare, o comunque a non ostacolare, quelli che Benedetto XVI ha definito i «principi non negoziabili», cioè «il rispetto e la difesa della vita umana, dal concepimento fino alla morte naturale, la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna, la libertà di educazione dei figli e la promozione del bene comune in tutte le sue forme» (Esortazione Apostolica Postsinodale Sacramentum Caritatis del 22 febbraio 2007, n. 83), non sarà il caso che i cattolici utilizzino altri tipi di social network per promuovere le proprie iniziative ed il messaggio del Magistero Pontificio?

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