Pan-Amazon Synod Watch: un importante strumento di informazione e orientamento

 (di Emmanuele Barbieri) Nella sua appendice a Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, il prof. Plinio Corrêa de Oliveira denunciò nel 1977, la nascita di nuove correnti “tribaliste” all’interno della Chiesa cattolica. Esse, scriveva il pensatore brasiliano, «mirano a trasformare la nobile e ossea rigidità della struttura ecclesiastica, come Nostro Signore Gesù Cristo l’ha istituita e venti secoli di vita religiosa l’hanno magnificamente modellata, in un tessuto cartilagineo, molle e amorfo, di diocesi e parrocchie senza territorio, di gruppi religiosi in cui la ferma autorità canonica viene gradatamente sostituita dall’ascendente dei profeti più o meno pentecostali, dello stesso tipo degli stregoni dello strutturalismo, con le cui figure finiranno per confondersi».

Nello stesso anno, in un libro dal titolo Tribalismo indigeno, ideale comunistico-missionario per il Brasile nel secolo XXI (Editora Vera Cruz, São Paulo 1977). il pensatore brasiliano analizzava 36 documenti pubblicati dalla nuova missiologia progressista, denunciandone l’infiltrazione nella struttura della Chiesa.

Capovolgendo la concezione cattolica tradizionale – secondo cui il fine delle missioni cristiane è quello di portare, con la fede, la civiltà – la nuova corrente missiologica vedeva nel tribalismo la possibilità di realizzare in terra un utopico “regno di Dio”. «È bene ripeterlo: il maggior problema sollevato da questi delirii – scriveva il prof. de Oliveira – non sta nei missionari stessi né negli indios. Sta nel capire come mai, in seno alla Santa Chiesa Cattolica, possa insinuarsi impunemente questa filosofia, avvelenando seminari, deformando missionari, snaturando missioni. E tutto questo, con un così forte appoggio ecclesiastico di retroguardia» (p. 48).

Come Plinio Corrêa de Oliveira aveva previsto oltre quarant’anni addietro il vero problema consiste nella penetrazione di questa delirante teologia all’interno della Chiesa cattolica. Sotto il pontificato di Papa Francesco, il tribalismo è divenuto il fulcro di una nuova ecclesiologia, esposta che troviamo esposta nell’Instrumentum laboris del Sinodo sull’Amazzonia, convocato per il mese di ottobre in Vaticano.

Di fronte a questa scandalosa situazione, assume una fondamentale importanza l’opera. dell’Istituto Plinio Corrêa de Oliveira (IPCO), che raccogliendo l’insegnamento del pensatore brasiliano è sceso in campo per informare tutti coloro che sono legittimamente preoccupati per le notizie circolanti sul prossimo Sinodo. L’ IPCO, presieduto dal dott. Adolpho Lindenberg, insieme alle Società per la difesa della Tradizione, Famiglia e Proprietà (TFP) e entità affini, ha creato il Pan-Amazon Synod Watch (http://panamazonsynodwatch.info/it/), un sito di informazione e di orientamento, per mettere in guardia l’opinione pubblica mondiale sulla grave minaccia che il Sinodo sull’Amazzonia potrebbe rappresentare per la civiltà occidentale.

Sul sito si trova un’eccellente analisi dell’Instrumentum Laboris di José Antonio Ureta, che spiega come questo documento «sul piano ecclesiologico è un vero terremoto per la struttura gerarchica che la Chiesa ha per mandato divino». In nome della “incarnazione” nella cultura amazzonica, l’Instrumentum Laboris invita a riconsiderare «l’idea che l’esercizio della giurisdizione (potere di governo) deve essere collegato in tutti gli ambiti (sacramentale, giudiziario, amministrativo) e in modo permanente al Sacramento dell’Ordine (n° 127). Risulta inconcepibile che il documento di lavoro del Sinodo possa mettere in discussione una dottrina di fede, come è la distinzione, nella struttura della Chiesa, tra clero e laici, affermata sin dal Primo Concilio di Nicea in poi e basata sulla differenza essenziale tra il sacerdozio comune dei fedeli e il sacerdozio ministeriale dei chierici, che ha la sua radice nella successione apostolica ed è dotata di un potere sacro. In questa diluizione del sacerdozio cattolico, simile in qualcosa a un pastore protestante, si inserisce la chiamata a riconsiderare l’obbligatorietà del celibato (n° 129 § 2) e, peggio ancora, la richiesta di identificare che tipo di “ministero ufficiale” può essere conferito alla donna (§ 3)».

La teologia indigenista promossa dall’Istrumentumlaboris, non è altro che una radicalizzazione della condannata Teologia della liberazione, che punta a trasformare la Chiesa in un’organizzazione pneumatica ed essenzialmente “tribale”, in netta opposizione a venti secoli di Cristianità. I seguaci della “Teologia indigenista della liberazione”, o semplicemente “Teologia indigenista”, come scrive Julio Loredo, si stanno già mobilitando in tutta l’America Latina, e anche in Europa. «Annidati nei dipartimenti delle varie Conferenze episcopali, coordinati dalla Repam, costoro stanno già preparando gli schemi, pubblicando testi base e organizzando la propaganda mediatica. Un po’ come fecero i progressisti all’epoca del Concilio Vaticano II».

Un’aggressione alla civiltà occidentale e cristiana è in atto e il Pan-Amazon Synod Watch contribuisce a smascherarla e a combatterla. (Emmanuele Barbieri)

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