Pakistan: un altro cristiano arrestato per “blasfemia”

PAKISTAN_-_ISLAM_-_blasfemia_fiaccolataI suoi commenti inseriti sul blog sono stati ritenuti blasfemi dalle autorità pachistane. Per questo Qaiser Ayub, un cristiano di 40 anni, docente di informatica, dopo tre anni di latitanza è stato denunciato ed arrestato dalla Polizia di Lahore, ai sensi della sezione 295-C del codice penale. Ma è solo l’ultimo episodio in ordine di tempo. Cui altri seguiranno.

Per questo, per dire basta, a Faisalabad diverse organizzazioni per i diritti umani si sono riunite, portando in piazza un migliaio di persone per una fiaccolata di sensibilizzazione (nella foto): al termine della marcia, i partecipanti si sono riuniti in preghiera per Shama e Shahzad, la coppia cristiana recentemente bruciata viva. Poi hanno convenuto di far nuove pressioni sul governo, affinché assuma immediatamente una posizione chiara circa il persistente uso indebito della legge contro la blasfemia. Ciò che ha finora provocato esecuzioni extragiudiziali e feroci attacchi alle minoranze. Le quali ora chiedono forze dell’ordine formate e addestrate, per garantire un’azione preventiva contro i violenti attacchi perpetrati dalle folle, incitate dai loro leader religiosi su posizioni cristianofobiche. Padre Iftikhar Moon, parroco di Warispura, ha parlato espressamente di «attacchi mirati in nome della fede».

Nel frattempo, la Polizia ha annunciato di aver bloccato nella zona di Pirmahal, nel Punjab, ed assicurato alla giustizia Imran e Irfan, i due fratelli musulmani ricercati per il linciaggio di Shaazad Masih e Shama Bibi, avvenuto nel Kasur. Resta in cella anche una cinquantina di sospettati.

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