Pakistan. Scuola sotto attacco di estremisti musulmani

L’imam riceve una telefonata anonima: nella scuola strappano pagine del Corano. Centinaia di estremisti si radunano inferociti contro l’istituto. La polizia disperde la folla, ma anche i genitori musulmani non capiscono: “Mai cercato di insegnare qualcosa contro l’islam”.
Rischio di strumentalizzazione della legge sulla blasfemia: spesso è usata per vendette personali.
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4 dicembre 2012
Centinaia di estremisti attaccano scuola cristiana in Pakistan. Ma i genitori musulmani la difendono

È successo l’1 dicembre scorso quando l’imam di Azad Town ha annunciato in moschea che nella scuola cristiana il personale aveva strappato delle pagine del Corano. Genitori musulmani: «Non ha mai parlato contro l’islam»

Una scuola cristiana in Pakistan è stata assaltata da una folla di musulmani in seguito a presunte accuse di blasfemia. È successo l’1 dicembre scorso quando a Azad Town, vicino a Lahore (Punjab), l’imam della città ha annunciato in moschea che nella scuola cristiana “Community Education Centre” il personale aveva strappato delle pagine del Corano. L’imam sarebbe stato informato da una telefonata anonima.

MUSULMANI DIFENDONO LA SCUOLA. Dopo l’annuncio, centinaia di estremisti si sono radunati davanti al cancello della scuola, inveendo e lanciando oggetti. Se non sono riusciti ad entrare e saccheggiare l’istituto, come avvenuto in altri casi, è solo grazie all’intervento della polizia che li ha dispersi. Secondo quanto riferito da Fides, la scuola ha denunciato il tentativo di screditare la scuola che, secondo gli stessi genitori dei bambini musulmani, che la frequentano in maggioranza, «non ha mai cercato di insegnare qualcosa contro l’islam».

MORTE IN CARCERE. Ma la legge sulla blasfemia continua a far discutere in Pakistan. È morti in carcere Nadeem, giovane musulmano di 22 anni accusato e imprigionato per blasfemia pochi giorni fa, mentre molti ulema l’hanno difeso parlando di «false accuse». Per l’avvocato Mushtaq Gill quando è entrato in prigione il ragazzo stava benissimo e per questo verrà chiesta una autopsia. Come la recente storia di Rimsha Masih ha dimostrato, nella stragrande maggioranza dei casi la legge sulla blasfemia viene strumentalizzata e adoperata per consumare vendette personali o per danneggiare economicamente un avversario.

ATTENTATO CONTRO UNA MISSIONARIA. Come riporta Oasis, ieri una missionaria laica cristiana protestante è stata vittima di un tentato omicidio e si trova in condizioni critiche all’ospedale “Jinnah” di Lahore, capitale della provincia del Punjab. Bargeeta Almby, 72 anni, di nazionalità svedese, si trovava sulla sua auto quando due uomini armati in motocicletta si sono avvicinati sparando ripetutamente e colpendola al petto. L’attentato è avvenuto alle due del pomeriggio a Lahore. La missionaria opera in Pakistan da oltre 38 anni ed era pienamente integrata nella comunità. La donna è responsabile dei programmi sociali di una Chiesa cristiana, la “Full Gospel Assemblies of Pakistan” (FGA Church). La Chiesa ha registrato una Organizzazione non governativa, diretta dalla donna, impegnata nell’istruzione e nella formazione professionale. Bargeeta Almby è responsabile di un orfanotrofio, lavora con bambini disabili e poveri, gestisce un corso di formazione in ostetricia e in altre materie tecniche.

di Leone Grotti

Fonte: Tempi.it
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3 dicembre 2012
PAKISTAN – Accuse di blasfemia a una scuola cristiana; un giovane musulmano morto in carcere

Lahore (Agenzia Fides) – La controversa legge sulla blasfemia continua a mietere vittime, fra cristiani e musulmani. Una folla di musulmani ha minacciato e attaccato per false accuse di blasfemia una scuola cristiana, il “Community Education Centre” di Azad Town, nei pressi di Lahore (in Punjab), che offre gratuitamente un’istruzione a bambini, perlopiù musulmani, di famiglie povere e disagiate. Come riferito all’Agenzia Fides dall’Ong “World Vision in Progress”, la mattina del 1° dicembre, l’imam di Azad Town ha annunciato dalla sua moschea che il personale della scuola cristiana aveva strappato pagine del Corano, informazione da lui ricevuta in una telefonata anonima. Immediatamente centinaia di militanti islamici si sono riuniti davanti al cancello principale della scuola e hanno iniziato a inveire, lanciando oggetti contro l’edificio, costringendo poi una impiegata a consegnare loro le chiavi dell’istituto. Una irruzione e un saccheggio sono stati evitati solo grazie al pronto intervento della polizia che ha disperso la folla. Gli avvocati del team di “World Vision in Progress” hanno denunciato alla polizia un atto ostile e un tentativo di screditare la scuola che, secondo i genitori dei bambini musulmani, “non ha mai cercato di insegnare qualcosa contro l’islam”.

Un altro caso è stato segnalato all’Agenzia Fides dall’avvocato cristiano Mushtaq Gill, leader della “Legal Evangelical Association Development” (LEAD). Il giovane musulmano Nadeem, di 22 anni, accusato nei giorni scorsi di blasfemia, era stato messo in carcere dalla polizia di Nankana Sahab (sempre in Punjab) in base alle accuse di un altro musulmano. Contro di lui non era stata ancora formalizzata una denuncia ufficiale (First Information Report), mentre alcuni ulema locali ne sostenevano l’innocenza, parlando di “false accuse”. Ieri il giovane, che era sotto custodia della polizia, è deceduto improvvisamente. Secondo l’avvocato Mushtaq Gill, che aveva assunto la sua difesa, la morte potrebbe essere conseguenza di maltrattamenti e percosse subite: “Nadeem – riferisce a Fides – stava bene quando è stato arrestato. Gli agenti hanno detto che ha iniziato a vomitare, lo hanno portato in ospedale, dove ne hanno costatato il decesso. Chiederemo una autopsia”. (PA)

Fonte: Agenzia Fides

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