Pakistan. Invia “sms blasfemo” su Maometto. Cristiano condannato all’ergastolo

Pakistan. Sajjad Masih GillSajjad Masih Gill, 28 anni, è stato condannato alla detenzione a vita e a 2mila dollari di multa per aver spedito ad un musulmano dei messaggi blasfemi. Contro di lui non ci sono prove e infatti si dichiara innocente, sostenuto dall’avvocato cattolico Nadeem Anthony, ma la corte di Primo Grado a Gojra lo ha comunque ritenuto colpevole. La sentenza è stata emessa sabato 13 luglio.
Gill appartiene alla comunità cristiana “Avventista del Settimo Giorno”.
In realtà, dietro ci sarebbe una storia di gelosia amorosa. Un rivale (che vive in Inghilterra) avrebbe acquistato una Sim a nome della ragazza “contesa”, inviando poi i messaggi incriminati.
Anche la ragazza è stata incriminata, “
ma, risiedendo nel Regno Unito, è stato impossibile procedere contro di lei. L’accusa è ricaduta su Sajjad”.
Un caso incredibile che fa comprendere quanto questo tipo di leggi siano pericolose e arbitrarie.

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15 luglio 2013
Pakistan: “sms blasfemo”, cristiano condannato all’ergastolo

(AGI) – CdV, 15 lug. – Ergastolo per un sms ritenuto blasfemo (per vilipendio a Maometto e all’islam). E’ la condanna inflitta in Pakistan a un cristiano, il 28enne Sajjad Masih Gill, nel distretto di Pakpatan, provincia del Punjab. In piu’ anche una multa di 200mila rupie (circa 2.000 dollari). La sentenza e’ stata emessa sabato scorso da un tribunale di primo grado a Gojra. Gill, membro della comunita’ cristiana “Avventista del Settimo giorno”, era accusato di blasfemia da alcuni leader religiosi islamici e altri personaggi influenti.

E, come appreso da Fides, si tratta del primo caso di “blasfemia via sms” registrato dalla polizia in Pakistan. “E’ stato del tutto inaspettato che il giudice abbia pronunciato un simile verdetto, condannando Masih, perche’ non vi sono prove a suo carico”, commenta all’Agenzia Fides l’avvocato cattolico Nadeem Anthony, che ha seguito il caso. Secondo una ricostruzione del caso inviata a Fides da Aftab Alexander Mughal, direttore del periodico “Minorities Concern of Pakistan”, il 18 dicembre 2011 Malik Muhammad Tariq Saleem, musulmano residente di Gojra, commerciante di tessuti, avrebbe ricevuto alcuni messaggi sms blasfemi da un telefono sconosciuto. Il giorno dopo Tariq si e’ presentato alla polizia di Gojra che ha registrato una denuncia (“First Information Report”) per blasfemia, incriminando e arrestando Sajjad Gill.

Secondo i membri della comunita’ cristiana di Goira, le accuse sono infondate e Gill e’ una vittima innocente. L’accusa, infatti non e’ riuscita a produrre alcuna prova che ne dimostri la colpevolezza: dal cellulare di Gill, consegnato alla polizia, non risulta essere partito alcun sms blasfemo, ne’ vi sono testimoni oculari. Sajjad Masih si e’ dichiarato innocente. Come riferisce a Fides l’avvocato Mustaq Gill, dell’organizzazione Lead (“Legal Evangelical Association Development”), il messaggio sarebbe partito dal telefono di una ragazza pakistana cristiana, Roma Ilyas, innamorata di Gill e pero’ costretta dai genitori a sposare Donald Bhatti, un altro cristiano residente nel Regno Unito. Quest’ultimo, per gelosia, avrebbe registrato una Sim card col nome di Roma e avrebbe poi inviato gli sms blasfemi con quella Sim card, per dare una lezione ai due. Anche Roma e’ stata incriminata ma, risiedendo nel Regno Unito, e’ stato impossibile procedere contro di lei.

L’accusa e’ ricaduta su Sajjad. Una volta arrestato, la polizia ha cercato di estorcergli con la violenza una falsa confessione, mai firmata da Gill. Fra l’altro, come eccepito dall’avvocato difensore di Gill, Javed Chaudhry Sahotra, gli agenti di polizia che hanno registrato la denuncia e trattato il caso non erano competenti per indagare su un caso di blasfemia, dunque l’intero procedimento risulterebbe nullo.
Nonostante pero’ tali lacune, il giudice ha condannato Gill all’ergastolo. Gli avvocati della difesa hanno annunciato il ricorso all’Alta Corte, in secondo grado di giudizio. La comunita’ cristiana Avventista del Settimo giorno e’ riunita in preghiera per Gill, per la sua famiglia (sua madre, quattro fratelli e una sorella) e per tutte le vittime innocenti.

Fonte: AGI

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