Ora la cristianofobia in Italia impazza anche sui fumetti

FumettoDeriso, insultato, bestemmiato. Le vignette di Daniele Fabbri e Stefano Antonucci, Gesù Cristo, lo mettono in Croce un’altra volta. Albo dopo albo. Certo, loro stessi giocano d’anticipo e lo dicono in premessa, definendo i propri fumetti infarciti di «blasfemia, pornografia e cattivo gusto». Purtroppo è proprio così, anzi addirittura peggio. Ne sconsigliano ironicamente la lettura «ai minori di 18 anni, agli animi sensibili, ai presbiteriani». Ma non occorre essere moralisti, per trovare disgustosi i loro personaggi e le vicende che narrano. Basta un minimo di buon senso e di rispetto delle convinzioni altrui, prima di tutto religiose.

Il “Gesù” che loro presentano è volgare, moralmente improponibile, drogato. La Chiesa viene presentata come libertina, ipocrita, spacciatrice, dissoluta. Il Vaticano viene accusato di sperperare l’otto per mille in festini. Per non parlare dei dialoghi, con un intercalare di parolacce gratuite e di bestemmie vere e proprie, oltre a disegni a dir poco irriverenti, soprattutto verso la Madonna. Lo stile è volutamente urlato, sfacciato, a caccia di trasgressione gratuita, nella speranza che qualcuno noti gli autori, strappandoli dall’indifferenza e dall’oblio cui sembrano condannati. Lo hanno apertamente dichiarato nel corso di un’intervista, durante la quale son giunti a sperare in una scomunica o in reazioni sdegnate «per avere un po’ di pubblicità gratuita». Ma non per questo è giusto garantire una sorta di “immunità” agli artefici della dissacrazione organizzata, né si può chiedere ai Cattolici d’ingoiar sempre bocconi amari e tacere, per non regalar loro visibilità: il degrado raggiunto dal loro prodotto è anzi tale da meritare d’esser indicato con chiarezza al pubblico ludibrio, valutando anche se la legge in qualche modo tuteli, come dovrebbe, il rispetto della fede dei credenti dagli assalti gratuiti, che giungono da simili sconcezze con licenza d’irridere.

Le loro strisce vengono pubblicate peraltro anche on line su di un sito, che si propone come «primo laboratorio/magazine di fumetti» in rete, accessibile a chiunque e purtroppo senza filtri in grado di proteggere almeno i più giovani da questa e da altre serie ad alto tasso di indecenza, dove spesso è la religione a far da sfondo alla volgarità blasfema. Così ecco promuovere vignette con angeli e demoni in situazioni irriferibili, altre che rappresentano un condensato dei peggiori istinti freudiani, altre ancora ove si dichiara addirittura di simpatizzare col diavolo.

Peccato che a nessuno venga in mente di proteggere la Chiesa dal rigurgito di cristianofobia dilagante soprattutto in Europa, Continente nel quale è vietato deridere chiunque, credenti esclusi, gli unici verso i quali pare esser caccia aperta, ferendoli oltre tutto proprio in ciò che han di più caro, di più vero, di più intimo. Occorrerebbe forse prender lezioni di autodifesa dalla lobby dei 57 paesi dell’Organizzazione della Conferenza Islamica (OCI), molto attiva nell’ONU, fra cui figurano molti produttori di petrolio, rivelatisi capaci con le loro pressioni di contrastare l’islamofobia nel mondo sin troppo adeguatamente. Per non parlare delle violente reazioni dei Paesi musulmani, ogni qual volta si critichi l’islam. Metodi sconcertanti e rozzi, certo. Ma v’è da dire che, evidentemente, quanto meno funzionano…

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