Ora alla massoneria fa gola l’Africa e apre una ‘sede’ a Bangui

CollageL’Africa, alla massoneria, fa decisamente gola. E non fa nulla per nasconderlo. Prima è stato diffuso il singolare comunicato con cui 28 obbedienze europee hanno ufficialmente esercitato pressioni sui governi dell’Unione, affinché accolgano sempre più immigrati provenienti dal Mediterraneo, contrapponendo questo all’idea di Patria, di nazione, di identità, di popolo. Ed ora un nuovo tassello si è aggiunto nella tela internazionale, che i grembiulini stanno tessendo: col medesimo obiettivo, la conquista dell’influenza sul territorio africano. Che le varie logge sembrano esser disposte anche a contendersi senza troppi complimenti. Come dimostra la situazione francese.

Secondo quanto riportato dal settimanale L’Express, il Gof-Grand’Oriente di Francia, sostanzialmente orientato a sinistra, è pronto a dar battaglia ed a contendere la primazia continentale al Glnf-Gran Loggia nazionale francese, viceversa classificabile a destra. Per questo il Gof sta tentando di metter in piedi una propria loggia in Centrafrica. E vorrebbe riuscirci entro la fine di quest’anno. Ha fretta, perciò lavori e contatti si stanno succedendo a ritmi portentosi.

L’idea è stata già approvata formalmente dai consiglieri del Grand’Oriente in occasione della loro assemblea annuale, svoltasi dal 27 al 29 agosto scorsi a Reims. Per l’occasione è stato nuovamente incoronato Gran Maestro Daniel Keller, il quale è stato pertanto incaricato di spostarsi in prima persona a Bangui per ufficializzare la nascita di questa nuova obbedienza, che assumerà il nome, già deciso, di Fraternità centrafricana.

Sono molte le coincidenze in merito: ad esempio, il fatto che dello stesso Gof, oggi tanto attento alle vicende continentali, abbia fatto parte anche l’attuale premier francese Manuel Valls dal 1989, quando fu aggregato alla loggia «Né maestri né dei», da cui sarebbe uscito nel 2005 per motivi di tempo.

Ma anche la scelta del Paese non pare casuale. In Centrafrica la Francia ha già concentrato da tempo forti interessi sia in campo economico, sia in campo umanitario, sia anche come presidio militare. Sul posto sono presenti da fine giugno circa 900 soldati francesi della forza Sangaris. Prima di tale data eran circa il doppio. Non solo: ombre aleggiano anche sul primo ministro centrafricano, Mahamat Kamoun, di 54 anni, membro della famiglia del locale sultano. E’ stato più volte sospettato di malversazioni finanziarie. Una volta ha scampato l’arresto per motivi di salute, nel novembre 2007, di ritorno da Parigi. Sentendosi minacciato, ha deciso tuttavia di lasciare il proprio Paese alla fine di quello stesso anno. Ultimamente altre accuse sono piovute sul capo di Kamoun: questa volta si parla di distrazione di fondi. Dal canto suo, ha come sempre respinto in blocco i rilievi e proclamato la sua innocenza. Entrato in carica soltanto poche settimane fa, lo scorso 21 agosto, il neo-premier centrafricano ha avuto il sostegno pieno – guarda caso – del presidente del Congo, Denis Sassou Nguesso,e della Francia. Come se non bastasse, il primo agosto Laurent Fabius, capo della diplomazia francese, ha inviato alla presidentessa del Centrafrica, Catherine Samba-Panza, un appello-invito in favore di Kamoun, esaltandone le qualità professionali. Una coincidenza davvero singolare. Perché? Perché lo stesso Nguesso, il presidente francese Hollande ed il premier, Manuel Valls, si erano incontrati poco prima, il 7 luglio, con un obiettivo esplicito: discutere proprio dei comuni progetti sul vicino Centrafrica. Non a caso Kamoun viene accusato esplicitamente dai ribelli di eccessive simpatie verso Parigi, dove studiò economia negli Anni ’80.

Insomma, diciamo che, quanto meno, il Gof, aprendo nel Paese africano una propria obbedienza, non si troverà del tutto spaesato. Anzi, tutto sommato, si sentirà un po’ a casa… (fonte: Corrispondenza Romana)

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