ONU: nuove prospettive sulla natalità?

(di Christophe Buffin de Chosal)Secondo i ricercatori dell’ONU, l’Occidente non dovrebbe più temere un inverno demografico come quello previsto da molti decenni. Sembrava che entro il 2100 la sostituzione delle generazioni sarebbe stata assicurata in modo che la soglia dei 10 miliardi fosse superata in questa data. Così, senza che nessuna prova possa essere fornita, è ancora una volta la sovrappopolazione che minaccia.

Le agenzie dell’ONU non operano nessun capovolgimento. L’inverno demografico era stato annunciato per giustificare l’immigrazione nei Paesi occidentali al fine di mantenere un livello di popolazione stabile. La sovrappopolazione, ovunque eccetto che in Oriente, serve a giustificare le politiche antinataliste di cui l’ONU è uno dei principali protagonisti. Seguendo l’interesse del momento, si agita l’uno o l’altro spauracchio. A livello di cifre, invece, alcune precisioni fornite sono molto interessanti.

«Le nuove cifre significherebbero che il vantaggio demografico previsto dell’India sulla Cina potrebbe essere accorciato. L’india avrebbe 75 milioni di giovani in meno entro il 2050 e 324 milioni in meno entro il 2100, mentre la Cina ne raggiungerebbe 26 milioni in più di quanto era stato previsto finora (…) e il Giappone otterrebbe un aumento del numero dei suoi giovani del 7,7% nel 2050 e di 10,4% nel 2100» (“Friday Fax”, 29 agosto 2011).

In Cina, come negli altri Paesi dell’Asia, si pone il problema della selezione in base al sesso. Sembra che più di 160 milioni di donne siano state vittime dell’aborto selettivo in Asia. Se quindi la popolazione è in aumento rispetto alle previsioni precedenti, il deficit delle donne è più grave con le prevedibili ripercussioni sulla riproduzione.

In Europa «la popolazione giovane della Germania nel 2050 aumenterebbe dall’8,5% al 10% secondo le nuove previsioni dell’ONU, che equivale a raddoppiare il numero dei giovani tedeschi entro il 2100. In Russia, secondo le previsioni, il numero di giovani sarebbe il doppio di quanto si era previsto fino ad oggi». Non è precisato quale sarà la provenienza di questi giovani. Contrariamente all’ONU, gli Stati restano piuttosto pessimisti. La Commissione europea non prevede l’aumento del tasso di natalità in Germania, che dovrebbe restare a 1,4.

Il Giappone si pronuncia a favore di un tasso stabile di 1,3. Queste divergenze e capovolgimenti non fanno che discreditare le previsioni demografiche che sembrano ancor più riflettere le paure e gli interessi delle agenzie ONU più che l’oggettività dei dati scientifici. A che serve poi fare previsioni tanto arrischiate? Dalla dinastia degli Antonini, l’Europa, poi il mondo, non ha mai conosciuto un periodo di pace di 100 anni. Oggi la guerra ha i mezzi per modificare in maniera catastrofica le previsioni demografiche più serie come la distribuzione della popolazione globale. (Christophe Buffin de Chosal)

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