ONU: l’Unfpa addestra attivisti dell’educazione sessuale

Nella stessa settimana in cui l’Unfpa, il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione, davanti alle molte critiche ha tolto il proprio patrocinio da una guida all’educazione sessuale molto spinta, la stessa organizzazione ha allestito una conferenza a Berlino per addestrare 400 attivisti a premere su diversi Paesi affinché finanzino e forniscano programmi sessuali dello stesso tipo, oltre all’aborto.

La conferenza sponsorizzata dall’Unfpa e dal governo tedesco, sul tema dei “diritti sessuali e riproduttivi” mira ad addestrare attivisti che agitino le acque per ottenere più lauti finanziamenti da Paesi e fondazioni, facendo pressioni sui governi perché forniscano l’educazione sessuale e l’aborto e addestrando i giovani a reclamare il diritto all’aborto e i diritti sessuali. Ai partecipanti vengono distribuiti materiali intitolati Assicurare l’accesso delle donne all’aborto sicuro e Ho bisogno di un aborto.

Thoroya Obaid, Direttrice di Unfpa, alla conferenza ha detto: «A differenza di noi dell’Onu, che siamo considerati i responsabili dei meccanismi intergovernativi, avete più libertà e spazio voi, come Ong, per portare avanti questa agenda».

Il “New York Times” ha riferito di una guida all’educazione sessuale dell’Unesco che raccomanda di insegnare ai bambini di 5-8 anni tutto sulla masturbazione, ai bambini di 9-12 anni tutto sull’aborto e gli orgasmi e, arrivati a 15 anni, tutto su «come fare per promuovere il diritto e l’accesso all’aborto sicuro». È stata CNSNews.com a dare la notizia che l’Unesco, insieme all’Unfpa, ha pubblicato in giugno queste Linee guida internazionali sull’educazione sessuale. Davanti alle reazioni dei cittadini, l’Unfpa ha dichiarato al “New York Times” che avrebbe tolto il suo patrocinio dalla pubblicazione.

La struttura di queste linee guida è suddivisa secondo l’“età-appropriata” ed è identica alle linee guida dell’associazione Siecus (Sexuality Information and Education Council) degli USA.

Alla fine della Conferenza uscirà un documento che dirà alle diverse nazioni di fornire l’aborto attraverso i sistemi sanitari statali. Garantire «i diritti sessuali e riproduttivi in quanto diritti umani». Eliminare le restrizioni per l’accesso dei giovani alla «intera gamma di informazioni sulla salute sessuale e riproduttiva» in base all’età e derivanti dall’autorità dei genitori. Aumentare i finanziamenti alle organizzazioni non-governative attiviste. Samantha Singson ha dichiarato: «Nella settimana stessa in cui l’Unfpa ha fatto retromarcia sul manuale di educazione sessuale, esso ha addestrato gli attivisti perché esigano l’“educazione sessuale inclusiva” e l’accesso all’aborto per tutte le giovani».

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