Omofobia. “Domenica In” cancella la partecipazione dell’avvocato Cerrelli, cattolico

Rischiava di dimostrare che la legge anti-omofobia è ingiusta e non necessariaGiancarlo Cerrelli.

Era stato invitato alla puntata di “Domenica in” del 3 novembre, per un dibattito sulla legge anti-omofobia. Ma quando la redazione ha ascoltato preventivamente le sue argomentazioni, ha deciso che la sua presenza non era più gradita. Al suo posto è intervenuta una madre che ha accettato l’omosessualità del figlio.

Nel corso del dibattito l’avvocato Giancarlo Cerrelli (Giuristi per la Vita) avrebbe parlato dell’ideologia gender, e di come questa intende forzare il sesso biologico delle persone, distorcendo la realtà dei fatti. Intervistato poi da Marco Gabrielli ha dichiarato: “Questa legge non ha alcuna urgenza e gravità sociale tale da essere inserita tra i primi provvedimenti all’esame del Parlamento, invero, è parte integrante di una strategia, che ha come obiettivo finale l’inserimento, in modo articolato, nell’ordinamento giuridico italiano, del matrimonio tra persone omosessuali e l’estensione, a questi, del diritto di adozione di minori”.
Ricordiamo che l’avvocato Cerrelli era già stato invitato a fine agosto a “Uno Mattina”, proprio per un confronto sulla legge. Il successo delle sue argomentazioni, però,
aveva mandato su tutte le furie le associazioni gay.
L’episodio non è quindi un caso, ma risponde ad un preciso disegno di escludere i punti di vista contrari dal dibattito pubblico.

Appena qualche giorno fa (25 ottobre) l’arcivescovo di Sidney, George Pell, aveva detto: “Alcune persone vorrebbero che le voci e le testimonianze religiose fossero escluse dallo spazio pubblico. […] Potrà esserci anche un conflitto politico aperto, a partire dalla questione del matrimonio tra persone dello stesso sesso. Se questo fosse legalizzato ci sarebbero fortissime pressioni per presentare le unioni omosessuali come equivalenti al matrimonio e impedire l’insegnamento della comprensione cristiana della sessualità, del matrimonio e della famiglia, anche nelle scuole religiose”.
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2 novembre 2013
Omofobia, Pagano (Pdl): “Rai non garantisce servizio pubblico: presidente vigilanza intervenga”

“La questione omofobia nel nostro Paese sta divenendo sempre più dominio del ‘pensiero unico’ propagandato e imposto da poche ma potenti lobby che con azioni discriminatorie, che spesso non lesinano violenza e intimidazioni, impediscono il libero confronto”. Ad affermarlo il deputato del Pdl Alessandro Pagano.

“I metodi usati dalle lobby Glbt – afferma il deputato della provincia di Caltanissetta – non si limitano più ad impedire con azioni di protesta, come accaduto di recente all’imprenditore Guido Barilla e a Casale Monferrato in occasione di un convegno organizzato da alcune associazioni cattoliche, il libero esercizio della libertà di espressione di chi, evidentemente, la pensa in maniera diversa, ma sono giunte a ‘condizionare’ il servizio pubblico che la Rai e’ tenuta ad assicurare”.

“La Rai – prosegue Pagano – si è resa protagonista di un disdicevole episodio discriminatorio nei confronti dell’avv. Giancarlo Cerrelli, vice presidente dell’Unione giuristi cattolici italiani, che domenica 3 novembre avrebbe dovuto partecipare al programma Domenica In per offrire il proprio contributo al dibattito sul tema dell’omofobia. Dopo essere stato invitato a prendere parte al programma, l’avv. Cerrelli e’ stato contattato dalla redazione per la disdetta dell’invito, il tutto senza una spiegazione convincente e nonostante il tema e gli ospiti del programma fossero rimasti invariati”.

“È di tutta evidenza come le ragioni del diniego dell’invito siano da ricercarsi nell’obiettivo di rendere il dibattito a ‘senso unico’ eliminando ogni forma di contraddittorio, quasi a voler esercitare una forma di censura preventiva. Si tratta di un atto intollerabile e il fatto che provenga dalla Rai, che ribadiamo dovrebbe garantire un corretto servizio pubblico, è senz’altro un’aggravante che impone l’adozione di seri e urgenti provvedimenti”.

“Al riguardo – conclude il deputato del PDL, Alessandro Pagano – sollecitati anche dalla pioggia di proteste sui social network di tantissimi cittadini indignati per l’accaduto, presenteremo infatti un’interrogazione parlamentare cui faremo seguire l’invio di una richiesta al presidente della Commissione di vigilanza Rai di convocazione per porre il tema all’ o.d.g. nella prima seduta utile”.

Alberto Sardo

Fonte: Radio Cl1
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3 novembre
Quello che segue è il testo di una mia intervista all’avvocato Giancarlo Cerrelli, invitato e poi respinto dal programma “Domenica In”, pubblicata sul settimanale Vita Nuova di Trieste.

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Domenica 3 novembre la trasmissione RAI “Domenica In”, sulla scia del recente suicidio di un ragazzo di venti anni, ha in scaletta uno spazio dedicato all’omosessualità e all’omofobia.

L’avvocato Giancarlo Cerrelli, vice-presidente dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani, che ha già avuto modo di esprimersi criticamente sull’omofobia e sulla legge in discussione al Parlamento Italiano, è stato prima invitato alla trasmissione ma, dopo aver risposto alle domande di una redattrice su cosa avesse intenzione di sostenere nel corso del programma, ha ricevuto una telefonata dalla RAI con la quale veniva informato che la sua presenza non era più contemplata. Al suo posto interverrà una madre che ha accettato l’omosessualità del figlio che “dibatterà” con altre tre persone che, presumibilmente, si schiereranno tutte a sostegno della cosiddetta “ideologia del gender”.

Abbiamo raggiunto il giurista, che ha già avuto modo di partecipare in diretta il 20 agosto 2013 al programma “Uno Mattina Estate” per una breve intervista.

Avvocato Cerrelli, cosa avrebbe detto di tanto “imbarazzante” durante la trasmissione?
Avrei detto che la legge anti-omofobia, già approvata dalla Camera dei Deputati e in attesa dell’esame da parte Senato della Repubblica, è illiberale e minaccia gravemente la liberta di opinione. Avrei ancora affermato che il nostro Paese non ha bisogno di una legge anti-omofobia perchè il nostro ordinamento già prevede forme di tutela adeguate per eventuali abusi subiti da qualsiasi persona, compresi gli omosessuali. Questa legge non ha alcuna urgenza e gravità sociale tale da essere inserita tra i primi provvedimenti all’esame del Parlamento, invero, è parte integrante di una strategia, che ha come obiettivo finale l’inserimento, in modo articolato, nell’ordinamento giuridico italiano, del matrimonio tra persone omosessuali e l’estensione, a questi, del diritto di adozione di minori. L’approvazione di tale legge è il primo step per giungere a tale fine.

Perché ritiene non le sia stato permesso di esporre il proprio pensiero?
Ritengo per il fatto di aver preannunciato in un’intervista preventiva che mi è stata fatta dai redattori del programma, che avrei parlato dell’ideologia del “gender” che sta dietro all’omosessualizzazione in atto nella nostra società. L’ideologia del “gender”, infatti, ha di mira l’indifferenziazione dei sessi per giungere a mutare le basi antropologiche della nostra società. Questa ideologia per attuare tale programma deve creare un ambiente sociale adatto al quale si perviene per mezzo dell’omosessualizzazione della sessualità, consistente sia nell’uniformazione dei sessi tra loro, che nell’avvicinamento del mondo e della cultura eterosessuale al mondo e alla cultura omosessuale. L’omosessualità deve diventare, per tale ideologia, avvalendosi della forma giuridica e del potente aiuto della comunicazione massmediatica, il motore per l’attuazione dei modelli omosessuali di vita per la costruzione del nuovo “dis-ordine” sociale e giuridico. L’ideologia del “gender” ha come scopo il superamento dell’aspetto biologico del sessualità, per favorire, invece, la percezione soggettiva del proprio orientamento sessuale.

L’ideologia del “gender” vuole plasmare il mondo contemporaneo in nome dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Si tratta di una nozione di uguaglianza discutibile poichè si confonde l’uguaglianza in dignità di ogni persona umana con l’uguaglianza di tutte le situazioni e di tutte le rivendicazioni in nome dei diritti umani. L’uguaglianza viene confusa con la somiglianza. Così persone omosessuali rivendicano il matrimonio e l’adozione dei bambini nonostante questo orientamento sessuale non sia una caratteristica ontologica della persona.
La legge anti-omofobia è funzionale a tale ideologia, che, come detto, mira a una decostruzione della nostra società e ad una sua costruzione su basi differenti, rinnegando le basi antropologiche della nostra civiltà.
Ritengo che queste considerazioni possano aver fatto cambiare idea alla redazione di “Domenica in” circa la mia partecipazione alla trasmissione, perché ritenute politicamente scorrette.

Prenderà dei provvedimenti o crede che qualcuno interverrà in sede di Commissione di Vigilanza sulla RAI?
Vi è stata una forte e veramente inaspettata reazione da parte di tanta gente, che mi ha manifestato solidarietà privatamente e anche sui social-network e che ha avvertito l’esigenza di protestare attivamente scrivendo alla redazione di Domenica in. Sono tra l’altro a conoscenza che anche il mondo della politica si muoverà presentando un’interrogazione parlamentare sul caso, seguita da una richiesta di convocazione al presidente della Commissione di vigilanza RAI per porre il tema all’ordine del giorno nella prima seduta utile.

Ringrazio il dott. Giancarlo Cerrelli per questa intervista rilasciata “a caldo” e mi auguriamo di poterlo presto vedere sugli schermi del cosiddetto “servizio pubblico” televisivo esprimere liberamente il suo pensiero.

Marco Gabrielli
Fonte: Marco Gabrielli

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