Oltraggi blasfemi: si allarga la protesta contro Castellucci

(E.R.) Di fronte alla protesta dei cattolici che si allarga, gli organizzatori dello spettacolo blasfemo di Romeo Castellucci Sul concetto del volto di Dio, manifestano imbarazzo, studiando la possibilità di rimuovere o modificare alcune delle scene più provocatorie dell’opera, come quella in cui l’immagine di Cristo viene inondata di liquame. Lo spettacolo di Castellucci ha già provocato in Francia le animate proteste dei cattolici, (cfr. CR 1215/01 del 12 novembre 2011) e l’annunzio della sua messa in scena a Milano, dal 24 al 28 gennaio, non poteva non suscitarle in Italia, per il suo carattere violentemente dissacratorio.

Il 5 gennaio, il prof. Roberto de Mattei, presidente della Fondazione Lepanto, è intervenuto con un video diffuso da “Corrispondenza Romana” (www.corrispondenzaromana.it), affermando tra l’altro: «Sulla cattedra che fu di sant’Ambrogio siede ora un nuovo arcivescovo, S. Em.za Angelo Scola. Sant’Ambrogio passò alla storia per aver sfidato l’imperatore Teodosio.

Perché il card. Scola non dovrebbe sfidare il nuovo Impero, quello dei media, pronto a scatenarsi contro chiunque alzi la voce contro la blasfemia? E perché il card. Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana non dovrebbe anch’egli levare la sua voce? La missione della Chiesa non è forse quella di affrontare i potenti, di sfidare il giudizio del mondo? E non reagiranno i cattolici con le armi, pacifiche, della parola e della preghiera?».

Negli stessi giorni si è costituito a Milano il Comitato San Carlo che si è fatto promotore di una petizione al cardinale Angelo Scola, affinché, mobiliti fedeli ed associazioni e intervenga presso le autorità civili per impedire il vergognoso spettacolo (http://bastacristianofobia. blogspot.com/). Paolo Deotto, direttore di “Riscossa Cristiana” ha lanciato da parte sua un appello «ad essere presenti nelle sere dal 24 al 28 (in particolare nella sera del 24, giorno della “prima”), all’ingresso del teatro Franco Parenti per manifestare pubblicamente il loro sdegno e la loro sacrosanta protesta»(www.riscossacristiana.it).

L’appello è stato raccolto da numerose associazioni, che hanno assicurato la loro presenza. “Messainlatino”, uno dei più seguiti siti cattolici, è sceso anche in campo, informando tempestivamente su ogni iniziativa di protesta e di riparazione (www.messainlatino.it). Due manifestazioni sono ora previste davanti al Teatro Parenti: una pubblica, ma pacifica protesta, martedì 24 gennaio 2012, alle ore 19, per la “prima” dello spettacolo blasfemo e un rosario di riparazione, sabato 28 gennaio, alle ore 19, per l’ultima rappresentazione, nel caso che lo spettacolo non venisse sospeso.

Due Messe di riparazione sono inoltre annunciate a Roma (entrambe secondo il Rito Romano antico): la prima, per iniziativa della Fondazione Lepanto, sarà celebrata il martedì 24 gennaio alle ore 16:00 presso l’altare della Madonna del Miracolo della basilica di S. Andrea delle Fratte, dal Rev. Don Giuseppe Vallauri; la seconda, per iniziativa di Militia Christi, sarà celebrata il mercoledì 25 gennaio alle ore 09:00 presso la chiesa di San Giuseppe a Capo le Case, da Mons. Ignazio Barreiro.

Un pubblicista cattolico, l’avv. Gianfranco Amato, ha messo in luce l’infrazione al codice penale dello spettacolo e l’avvocato Pietro Guerini ha depositato il 9 gennaio presso la Procura della Repubblica di Bergamo e il 10 presso quella di Milano denuncia contro Romeo Castellucci e i responsabili del teatro franco Parenti per i reati di cui agli articoli 403 e 404 del Codice Penale.

Vanno segnalati infine due interventi importanti per comprendere la dimensione gnostica e freudiana del fenomeno: l’articolo di Francesco Colafemmina (http://fidesetforma.blogspot.com) e il testo di Avenir de la Culture diffuso da www.atfp.it/newsletter.html. I modi di isolare moralmente gli spettacoli blasfemi sono tanti e tutti validi e rispettabili. Ciò che non è accettabile è il silenzio. (E. R.)

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