OLTRAGGI BLASFEMI: di nuovo un attacco a Gesù in scena ad Avignone

Nessuno ne parla. Cala frequentemente il velo dell’omertà, quando di mezzo vi siano i cattolici e ad esser calpestata ed offesa sia la fede in Gesù Cristo. Al centro ancora Avignone. Città che, a soli 3 mesi dall’oltraggiosa immagine del Crocifisso immerso in un vaso d’urina presentato dalla collezione Lambert, ci riprova e fa il bis.

Questa volta lo spunto è dato dal tradizionale festival teatrale, che ogni anno qui viene allestito. In scena, tra le altre rappresentazioni, anche Opéra théâtre che, a dispetto del titolo apparentemente spento, quasi insignificante, è un vero pugno nello stomaco per volgarità e blasfemia: roba, insomma, da far indignare chiunque sia dotato di un minimo di coscienza, credente o no. Sul palco v’è un vecchio indigente, cui viene tolto il pannolino, per poi presentarne diversi minuti dopo al pubblico gli escrementi, mentre una banda di ragazzini lancia bombe contro un grande quadro raffigurante Gesù Cristo, quadro che fa da scenario. Poi il grande viso del Figlio di Dio viene raffigurato come scavato da effetti speciali, che fan colare dagli squarci prodotti un colore, simile più alle feci della scena precedente che al sangue. Alla fine, un messaggio appare di fronte agli occhi degli spettatori, messaggio che recita: «Tu non sei il mio pastore».

Può essere che l’autore di questa oscena pièce volesse procurarsi fama immediata e gratuita con tale disgustosa messinscena – e magari anche qualche soldo: di questi tempi paga offendere la religione cristiana… –. Non mancheranno nemmeno i soliti benpensanti, pronti – in nome di un malinteso senso della libertà espressiva – a dar dello squallido spettacolo la solita melassa interpretativa “alta” ed “altra” rispetto all’evidenza. Forse diverse sarebbero state le reazioni, se al posto del volto di Nostro Signore ci fosse stato quello di Maometto. Ma la spazzatura resta spazzatura, comunque la si voglia dipingere.

Dicevano gli antichi: «Contra facta non valet argumentum», contro i fatti non ci sono chiacchiere che tengano. Allo sconcerto per l’accaduto, però, se ne aggiunge uno ancor più pesante e grave: perché, di fronte a tali sconcezze deicide, tutti – cattolici per primi – tacciono? (M. Fav.)

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