Nuovo sgarbo di Obama alla “libertà religiosa” (ed ai cristiani)

SapersteinE’ ormai nota la sentenza, con cui lo scorso 30 giugno la Corte Suprema degli Stati Uniti si è espressa sul caso Burwell contro Hobby Lobby. Sentenza, che di fatto ha sollevato le aziende dall’obbligo di finanziare – tramite la copertura assicurativa dei dipendenti – anche i metodi contraccettivi ed abortivi, come inizialmente previsto invece dal cosiddetto Obamacare ovvero dalla riforma sanitaria ideata e voluta dal Presidente Obama. Notizia, che la stragrande maggioranza dei credenti – non solo cattolici – ha accolto con autentico entusiasmo. Ma, tra questi, vi fu anche qualcuno, che non ha brindato: si tratta del rabbino David Nathan Saperstein, 66 anni, direttore del Religious Action Center of Reform Judaism e docente a contratto di Diritto presso la Georgetown University Law Center. Si tratta di un personaggio assolutamente allineato alle posizioni della Casa Bianca. Tanto da criticare apertamente la Corte Suprema per quel verdetto.

Atteggiamento, che non poteva che far piacere al Presidente degli Stati Uniti. Al punto da spingerlo a nominare lo scorso 28 luglio proprio il rabbino Saperstein «ambasciatore Usa nel mondo per la libertà religiosa».

Ritenuto un posto-chiave per l’Amministrazione Usa, fu istituito nel 1998 con l’International Religious Freedom Act. Era vacante da nove mesi, dall’ottobre dello scorso anno per la precisione, quando fu lasciato dal predecessore, il pastore afro-americano Suzan Johnson Cook. Nove mesi, durante i quali Obama ha preferito tergiversare e non affidare ad alcuno l’incarico, nonostante le vibrate proteste di numerose associazioni, sconcertate dall’immobilismo presidenziale in un momento storico di assoluta emergenza, un momento storico in cui a livello internazionale la libertà religiosa viene ogni giorno offesa, calpestata, ferita.

Ed ora è giunto il rimedio, peggiore del male. Una doccia fredda per tutti. Tanto da spingere Ashley McGuire, rappresentante dell’Associazione Cattolica, a temere che chi ha cercato di ridurre la libertà religiosa negli Stati Uniti «non possa essere affidabile per proteggere all’estero coloro che vengono perseguitati a causa della loro fede». Tra l’altro, sgarbo nello sgarbo, si tratta del primo esponente non-cristiano chiamato a ricoprire tale ruolo, proprio mentre viene universalmente riconosciuta la cristianofobia come la prima e più grave forma di persecuzione al mondo.

Non a caso il Presidente Obama si è detto lieto che «il rabbino Saperstein abbia scelto di dedicare il proprio talento al servizio del popolo americano» ed abbia aggiunto di non veder l’ora «di lavorare con lui nei mesi e negli anni a venire». Un progetto a medio-lungo termine, dunque. Sebbene abbia immediatamente suscitato le proteste di numerose organizzazioni confessionali. E tale, secondo l’agenzia Riposte catholique, da aprire ulteriormente gli occhi a chi ancora «non avesse chiaro come Barack Obama si faccia beffe della libertà religiosa».

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